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Livorno

L’EX CANNARSA agli amaranto

«Come una finale di Champions, e tutto lo stadio vi aiuterà»

«Come una finale di Champions, e tutto lo stadio vi aiuterà»

Juryi Cannarsa, sei uno degli Immortali amaranto, quel gruppo fantastico che portò il Livorno dalla C alla serie A. Ovviamente sai come si preparano certe partite 'spareggio'.. «Non è particolarmente...

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Juryi Cannarsa, sei uno degli Immortali amaranto, quel gruppo fantastico che portò il Livorno dalla C alla serie A. Ovviamente sai come si preparano certe partite 'spareggio'..

«Non è particolarmente difficile. La situazione di classifica è già una motivazione sufficiente per dare il tutto. I ragazzi devono interpretare questa sfida con il Grosseto come se fosse una finale di Champions League».

Questo significa che bisogna partire forte?

«Sì. Le cose vanno subito messe in chiaro. Carattere, grinta e temperamento servono proprio a questo. E' questione di attributi anche se nello spogliatoio viene usato un termine diverso e più colorito. Ma il concetto è chiaro, no?»

E poi ci saranno i tifosi a dare una mano alla squadra..

«Questo è un aspetto determinante. Il pubblico deve dare una mano, ma da questo punto di vista ho zero dubbi. Quando il Livorno ha bisogno, i suoi tifosi non lo tradiscono mai. Io ho giocato all'Ardenza e so bene che cosa significa sentire il boato della gente che ti spinge fino alla vittoria. Sono convinto che faremo una grande partita. E ho detto faremo perché sono tifoso e soffro per questa situazione di classifica precaria».

Che effetto ti fa vedere a rischio quella serie B che hai contribuito a conquistare?

«Se le cose dovessero andare male proverei una grande rabbia. Ma è un'ipotesi che non voglio neanche prendere in considerazione. Non può che finire in un modo, questo derby. Però, sai. Mi piacerebbe giocarla questa partita. Per difendere quella categoria che ci siamo meritati dieci anni fa dopo una sofferenza trentennale di tutto un popolo innamorato della sua squadra».

Che cosa ti sentiresti di dire ai ragazzi?

«I consigli si dànno sempre malvolentieri. Sono convinto che daranno tutto e di più. Questo è stato un campionato particolare. Non vuole essere una giustificazione, ma quest'anno ne hanno vissute davvero troppe sul piano calcistico, ma soprattutto umano. Sono sicuro che la prestazione sarà all'altezza delle aspettative».

Nello staff tecnico della prima squadra, insieme a Perotti e Gelain è entrato il suo ex compagno di squadra Ale Doga: ha trasmesso al gruppo i valori del vostro Livorno. Una scelta azzeccata..

«Senza dubbio. Nei giorni scorsi mi sono confrontato con un altro componente di quella rosa imbattibile, Stefano Fanucci. Parlavamo di quella squadra in cui c'erano giocatori istintivi e altri più portati al ragionamento. Formavamo un mix eccezionale. Poteva anche esserci qualche screzio, ma solo per questioni di calcio. Ma il gruppo era unito, granitico. E ognuno anteponeva il bene della città, dei tifosi e della società a quello personale. Doga è una persona fantastica. E sono certo che ha insegnato a questi ragazzi lo 'stile Livorno'». (f.p.)

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di Redazione web