Gioco
Gli ex vanno in campo «Ora tutti allo stadio»
Da Matteini a Balleri, da Nastasio a Danilevicius, un solo coro: «Serve un Picchi pieno e carico, facciamolo anche per Morosini»
LIVORNO. C'è qualcosa di trascendente nella maglia amaranto. Qualcosa che va al di là dell'esperienza sensibile, al di sopra della realtà oggettiva. C'è qualcosa di magico. Perché chi la indossa, si trasforma. Ama il Livorno, instaura un legame indissolubile con la città. Sabato con il Grosseto ci giochiamo la permanenza in serie B e tanti illustri ex idealmente firmano un appello: tutti allo stadio!
Corrado Nastasio livornese doc che ha pure segnato nei derby con il Pisa è categorico: «Chi non viene sabato significa che non vuole bene al Livorno. Adesso tutti devono dare il loro contributo: dal custode del campo ai giornalisti, ai tifosi. Dobbiamo riempire lo stadio. C'è da salvare la categoria. Mi sarebbe piaciuto vedere la carica dei 10mila anche contro il Sassuolo. O almeno 500 tifosi a Brescia. Non è stato possibile. Ma non il Grosseto non ci sono alibi per nessuno. Bisogna andare allo stadio e basta». David Balleri è il passato prossimo del Livorno e spiega perché sabato le poltrone dei salotti livornesi devono rimanere vuote: «Tutti sugli spalti! Questa squadra va sostenuta fino all'ultimo minuto. Chi ama la maglia del Livorno ha il dovere morale di andare sui gradoni dell'Ardenza e di tornare a casa senza voce. È la partita più importante dell'anno. Per la squadra e per la città. Non si può rischiare di tornare in Lega Pro».
Alberto Lazzerini nel '97 insieme a Paolo Stringara guidò il Livorno alla promozione in C1. Tre lustri dopo usa parole che commuovono: «Il cuore amaranto pulsa. E quando batte così forte, il richiamo è spontaneo. Per chi ha lavorato nel Livorno, chi ne è tifoso, è impossibile essere indifferenti in vista di questa sfida. La città merita la serie B. Dobbiamo stare tutti uniti per mettere l'ultimo tassello. Bisogna essere presenti con il cuore, il pensiero e tutti i sentimenti. Ho Livorno nel sangue. Ricordo la festa promozione al ritorno da Reggio Emilia 15 anni fa. Indimenticabile. Forza ragazzi. Tutti all'Ardenza».
Viene da lontano Tomas Danilevicius, ma è un livornese vero: «Voglio lo stadio pieno come tre anni fa in semifinale playoff proprio contro il Grosseto. E vorrei lo stesso risultato. Quel giorno la gente di Livorno ci sospinse letteralmente verso la vittoria. Questa squadra ha vissuto una stagione difficile e merita una cornice di pubblico degna. Sabato sono in campo con la mia Juve Stabia, ma se potessi verrei in curva nord a fare il tifo. Il mio sostegno comunque non mancherà anche a distanza». Andrea Bagnoli oggi è un apprezzato agente Fifa, ma dal '93 al '95 con i suoi gol ha alimentato le ambizioni di promozione in C1 del Livorno e oggi con orgoglio invita i tifosi a partecipare alla partita più delicata del campionato: «Le triglie amaranto sono chiamate a difendere il patrimonio della serie B. E lo stadio devo tornare ad essere quello di una volta. Mai come sabato c'è bisogno del dodicesimo uomo in campo. Questa categoria è troppo importante e deve restare a Livorno. Per un giorno bisogna dimenticare le polemiche recenti e stare tutti uniti dalla stessa parte. Solo chi ha indossato la maglia amaranto può capire quanto i tifosi possano trascinare la squadra. Quindi spalti gremiti e tutti pronti a esplodere di gioia».
Anche l'appello di Davide Matteini, il bimbo delle Sorgenti, è sentito: «Tutti allo stadio, amici! Per Morosini. Dobbiamo dedicare a Piermario la permanenza in B. È morto con la nostra maglia sulla pelle. Dobbiamo onorarlo per sempre lottando con grinta su ogni pallone. E poi tutti allo stadio per la città. Io gioco in Prima Divisione e posso assicurarsi che quello non è un campionato adatto alla nostra Livorno. Dobbiamo sostenere la squadra fino all'ultimo secondo per conquistare i tre punti della sicurezza».
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