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Livorno

Spinelli, tanta gioia «Paulinho mi ricorda i colpi di Skhuravy»

di Alessandro Bernini
Spinelli, tanta gioia «Paulinho mi ricorda i colpi di Skhuravy»

A Brescia c’era Nicola (Lumezzane), candidato alla panchina insieme a Dionigi. E col Grosseto biglietti a prezzi stracciati

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BRESCIA. I 90 minuti dipinti sul volto di Aldo Spinelli. I pugni al cielo dopo il gol di Belingheri, le mani nei capelli al gol di Piovaccari, lo scatto in piedi al colpo di testa di Paulinho. Vicino a lui Fabio Corioni, figlio di Gino, il patron del Brescia. Al fischio finale Spinelli quasi si sdraia sulla sua poltroncina. «Che sofferenza, mamma mia. Questi del Brescia sembrava dovessero giocare una finale di Champions League, altro che regali...». L’addetto stampa Paolo Nacarlo gli consegna il foglio coi risultati e la nuova classifica. «Bene, il Grosseto ha pareggiato. Ora sono salvi, vero?». Sì presidente sono salvi. «Le altre vittorie me le aspettavo, ora dobbiamo battere il Grosseto ma secondo me può bastare anche un pareggio». Un pareggio? «Per come la vedo io, il Pescara batte la Nocerina, mentre il Vicenza può perdere a Reggio Calabria e in quel caso avremmo 5 punti di vantaggio sulla quintultima». Un attimo di pausa, poi il presidente ci ripensa: «Sì però non voglio soffrire ancora. Cerchiamo di battere il Grosseto e conquistare questa salvezza da dedicare a Morosini e ai nostri tifosi».

Anche perché di sofferenza, classifica in mano, ne abbiamo provata sin troppa. «Dopo il pareggio di Piovaccari ci siamo un po’ persi. Ma ci stava la stanchezza, è stato un periodo molto duro. Poi è arrivato quel gol di Paulinho... che spettacolo. L’unico che ho mai visto colpire così bene di testa è Skhuravy, ma Paulinho è giovane e sono sicuro che diventerà un grandissimo. Più ci penso e più mi chiedo come abbia fatto il Livorno a ritrovarsi là in fondo con due attaccanti come Dionisi e Paulinho...».

Poi Spinelli confida: «Dico la verità, quando ho visto la formazione mi sono un po’ spaventato. Ma come, tutti quegli attaccanti? Invece è stato bravo Perotti, le sue scelte si sono rivelate perfette. In questo momento mi piace ricordare anche i meriti di Madonna, una persona eccezionale. Però c’era bisogno di una scossa e in questa ottica Perotti era l’uomo giusto».Un giornalista di Brescia chiede se lascerà prima il calcio lui o Corioni. Spinelli sorride: «Si soffre tanto, troppo. Io e Corioni abbiamo i nostri anni, ma tra i giovani c’è sempre meno gente che si vuole buttare nel calcio».

Nicola in tribuna. Ad assistere a Brescia-Livorno c’era anche Davide Nicola, 40 anni, attuale allenatore del Lumezzane. Negli ultimi due anni ha fatto un gran lavoro in una società con budget ai minimi storici, adesso è in pole per la prossima panchina del Livorno. Al di là della categoria, i candidati per la panchina del futuro, al momento sono due: Davide Nicola e Davide Dionigi, 39 anni attualmente al Taranto. Comunque vada, Attilio Perotti tornerà a fare il dirigente perché è ciò che preferisce. Spera naturalmente di tornarci dopo aver mantenuto il Livorno in serie B, e sarebbe un’impresa da 10 e lode. Dicevamo di Nicola. Una stretta di mano, una buona sensazione. «Io a Livorno? Per me il calcio è passione, e Livorno è storicamente un esempio di passione. Sarebbe un grande onore. Vediamo...».

Tutti allo stadio. Oggi la società annuncerà i prezzi dei biglietti per sabato contro il Grosseto (ore 20.45). Prezzi stracciati: 5 euro per la curva, 10 euro in gradinata, 14 euro in tribuna centrale. E’ il momento di rialzarsi, di riempire lo stadio, di salvare la serie B. No pasaran.

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