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ROMA. Alla fine è un verdetto logico e anche giusto, il Napoli meritava un trofeo dopo un’annata bella ma sofferta e che rischiava di chiudersi con un pugno di mosche; la Juventus era forse appagata...

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ROMA. Alla fine è un verdetto logico e anche giusto, il Napoli meritava un trofeo dopo un’annata bella ma sofferta e che rischiava di chiudersi con un pugno di mosche; la Juventus era forse appagata dallo scudetto e dalle feste, dopo un’intera stagione senza macchia ha infine perso una partita, e forse contro l’avversaria più degna.

Il Napoli ha dunque coronato all’Olimpico il sogno di vincere la Coppa Italia (la quarta) e di infliggere ai campioni d’Italia la prima sconfitta stagionale grazie a un rigore di Cavani e al raddoppio di Hamsik nel più classico dei contropiede. Non si è vista la Juventus di campionato, ossessivamente lanciata verso la porta avversaria, se non nel finale quando ha ritrovato quel furore agonistico che le aveva permesso di dominare la scena del campionato. Ma non le è bastato: il Napoli ha resistito ed ha avuto la forza di andare al raddoppio. E la Juve ha chiuso in dieci per un brutto colpo di Quagliarella a Aronica.

È stata, anche, la serata dei grandi addii: Del Piero, Lavezzi, forse Mazzarri. Qualche nota negativa: fischi - soprattutto di provenienza napoletana - all’inno di Mameli, scaramucce e gazzarre varie, qualche colpo proibito di troppo in campo. Ma il Napoli ha meritato, fin dall’avvio è stato più affamato e aggressivo, Pirlo e Vidal trotterellavano e la squadra di Conte ha sofferto. Poi i campioni d’Italia hanno preso campo e la partita è diventata equilibrata, combattuta e spesso dura, il Napoli ha cercato soprattutto di non far muovere Pirlo, cosa che gli è riuscita in pieno nei primi venti minuti, e a tratti anche dopo. Lavezzi si è molto impegnato, in quella che si presume possa essere stata la gara d’addio, e nella ripresa si è procurato il rigore che in pratica è poi risultato decisivo; a campo aperto con la Juve che per forza di cose concedeva ampi spazi, il micidiale contropiede Pandev-Hamsik ha poi messo in ghiacciaia il risultato per i partenopei.

Il Napoli ha quindi impedito alla Juventus di concludere la sua invidiabile stagione, facendo il “double” e aggiungendo cioè la Coppa Italia allo scudetto conquistato dopo una galoppata senza sconfitte. In realtà, visto il declino accusato nel finale di stagione, la vittoria del Napoli non era stata prevista da molti. E invece per larghi tratti la squadra di Mazzarri ha ritrovato il passo dei giorni migliori. I malumori in casa azzurra, le possibili partenze e la stessa diversa consistenza delle due squadre non si son fatti sentire: in campionato i bianconeri si erano dimostrati superiori nei confronti diretti (in particolare a Torino), ma l’euforia dei neocampioni d’Italia ha costituito un boomerang. Non sappiano quanto peserà questo successo del Napoli e di Mazzarri sulle prossime mosse di De Laurentiis, ma questa vittoria aiuterà forse tutti a superare certe divergenze.

L’occasione capitata a Zuniga (colpo di testa deviato da Storari), dopo nemmeno un minuto, su traversone da destra di Campagnaro, ha fatto capire le intenzioni della squadra partenopea. Lavezzi all’11’, in velocità, da posizione centrale è andato al tiro (di poco fuori), a conferma della buona partenza della squadra di Mazzarri. Nelle prime fasi la Juve si è fatta schiacciare nella propria metà campo. Lichtsteiner e Estigarribia hanno dovuto fronteggiare Zuniga e Maggio sulle corsie esterne; il raggio d’azione di Pirlo e Vidal, però, verso il 25’ è cresciuto, spingendo la Juve. Ma è stato Hamsik a non arrivare di testa su un traversone di Lavezzi da destra in un break azzurro.

Nella Juventus si è sentita l’assenza di Chiellini, che dietro è una garanzia e spesso si propone anche in avanti. Al 38’ Borriello ha ricevuto sul centro destra, si è girato e ha tirato (di poco a lato) di sinistro. Un buon primo tempo, abbastanza equilibrato. Al 42’ un colpo di Aronica su Maggio da retro ha fatto gridare al rigore gli juventini. Alcuni duri interventi su Pirlo e Del Piero hanno infuocato la partita.

Nella ripresa, gioco a sprazzi e quadro tattico bloccato, col Napoli comunque più grintoso e voglioso. Al 18’ su una rimessa di Campagnaro, Cavani di testa ha dato a Lavezzi che nel suo affondo sulla destra è stato toccato da Storari: rigore netto che Cavani ha infilato sulla sinistra del portiere juventino, spiazzandolo.

Conte ha cercato di cambiare il volto della gara: Vucinic al posto di Del Piero e Pepe invece di Lichtsteiner. La Juve, furibonda, si è buttata in avanti, sfiorando in almeno due occasioni il pareggio, ma ha concesso praterie al contropiede azzurro che ha colpito puntuale al 38’: Pandev ha lanciato Hamsik sulla destra e il diagonale dello slovacco ha chiuso la partita. Poi è stato espulso Quagliarella per una gomitata inutile ad Aronica. Peccato, non se ne sentiva proprio il bisogno.

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