Il Tirreno

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Fiorentina, non sarà una vita da mediano

di Francesca Bandinelli
Fiorentina, non sarà una vita da mediano

Oriali se ne va prima ancora di arrivare. «Volevo solo essere coinvolto nelle scelte. Zeman? Non so se sia l’uomo giusto»

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FIRENZE. Gabriele Oriali ha detto no perché avrebbe voluto se non altro partecipare alle scelte. Il budget non c'entra niente. Fosse stato per lui, poi, avrebbe riportato nel club uno come Giancarlo Antognoni, perché la Fiorentina ha bisogno di tutti per tornare in alto. Ieri, Lele, era a Firenze. Non per appuntamenti di lavoro, vista la rottura tra le parti, quanto per assistere alla finale della Dommo Cup, il torneo organizzato dalla Fondazione Borgonovo. E, dopo le parole fatte arrivare dalla società viola, stavolta è stato lui a parlare. «Dispiace che, alla fine, sia andata così. Sarei dovuto arrivare con un ruolo ben preciso, qualcosa in più di un semplice direttore sportivo. La società dei fratelli Della Valle aveva pensato a me per iniziare un nuovo progetto, mi era stato proposto un contratto di tre anni. Ci siamo visti più volte ed abbiamo discusso di diversi aspetti. Tuttavia, per divergenze tecniche non ci siamo trovati d'accordo. Il portone ora è chiuso».

Nessun problema di buget. Oriali scende nel dettaglio. «Non ho imposto niente, avrei semplicemente voluto programmare insieme a dirigenti e proprietari, anche sul fronte delle individualità da inserire nel gruppo. Io e Antognoni? Siamo grandi amici e non è escluso che se fossi arrivato alla Fiorentina lui non sarebbe potuto entrare nel mio staff. C'è soltanto una cosa non vera ed io vorrei tranquillizzare i tifosi: non è vero che ci sono stati problemi legati al budget. Nei colloqui intercorsi non ci siamo mai addentrati nell’aspetto economico, la gente stia serena. La proprietà vuole costruire una formazione competitiva anche se ci vorrà tempo e pazienza. Dovrà essere data la possibilità alla società di lavorare, non si può ricostruire tutto da capo e nel giro di un attimo arrivare a tagliare i traguardi prefissati».

Portone chiuso. Di certo, non ci potrà essere alcuna riapertura. «Nemmeno se arrivasse una nuova telefonata - annuncia deciso -. Non ho mai sentito Diego Della Valle, ma questo non cambierebbe lo stato delle cose. Forse ci siamo conosciuti talmente tanto bene che si può parlare di storia finita prima ancora che iniziasse». Non ha voglia di fare polemica l'ex dirigente dell'Inter, anzi le sue sono parole di gratitudine verso chi, comunque, prima di ogni altra soluzione aveva pensato a lui. «Firenze era una piazza più che desiderata, per questo ringrazio chi aveva ritenuto di sondare la mia disponibilità. La famiglia Della Valle costruirà una squadra competitiva, non ci sono dubbi. Con la medesima convinzione, però, confesso che questa squadra è davvero quasi tutta da ricostruire: mi auguro che si scelga il meglio ovunque, perché questo club merita di tornare in alto. Ho sofferto tantissimo nelle ultime partite, fino a quando, a Lecce, non è arrivata la salvezza matematica. La Fiorentina merita di tornare a vivere altre emozioni».

La scelta. Quanto all'allenatore, e alla possibilità di vedere Zeman in viola la prossima stagione Oriali non si sbilancia: «Non so se sia l'uomo giusto, non spetta a me stabilirlo. Se fossi diventato un dirigente di questo club magari ci avrei pensato, ma adesso non tocca a me». Intanto, nelle prossime ore, si scioglieranno le riserve sull'allenatore: si aspetta intanto il colloquio con Zeman in programma tra oggi e domani.

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