Gioco
Perotti: «Antenne alzate ma puntiamo alla vittoria»
Il nuovo tecnico ha migliorato risultati e autostima degli amaranto. «Toccherà a noi fare la partita. La formazione? Sceglierò chi ha più voglia e più corsa»
LIVORNO. Attilio Perotti non ha mai indossato la maglia del Brescia anche se è nato a Bagnolo Mella, a pochi chilometri dal capoluogo lombardo. Nessuna emozione, quindi per l'ex dt amaranto. Adesso c'è da solo salvare il Livorno. Tutto il resto è noia. E speranza. E fiducia nel gruppo: «I ragazzi stanno molto bene - esordisce l'allenatore - e non solo sul piano fisico. Anche il morale è alto perché la vittoria in casa di una big come il Pescara ci ha dato un pieno di autostima. Adesso crediamo di più nei nostri mezzi».
Perotti con i suoi modi garbati è uno che esprime concetti di spessore: «Leggo negli occhi dei miei ragazzi la voglia di lavorare e di ottenere i risultati che ci mancano per la salvezza. Siamo tutti molto più convinti. Ci siamo ricompattati. Questa è la strada da seguire anche sul campo del Brescia». Il recupero di Belingheri è una gran bella notizia perché il centrocampista di Lovere è una freccia in più nella faretra amaranto: «Sì, Luca sta bene. Purtroppo è ancora out Simone Sini. La formazione? La deciderò in extremis. Mi riservo una riflessione supplementare. Sceglierò chi ha più voglia e più corsa. In questa fase così calda del campionato serve convinzione e voglia di fare. Chi ha queste caratteristiche gioca». L'imperativo categorico del Livorno è vincere: «Sì. Dobbiamo mirare al bersaglio grosso, per cui saremo costretti a fare la partita. Ma di certo se non riusciremo a vincere dovremo almeno non perdere».
Il Brescia non ha più nulla da chiedere al campionato, ma è opportuno non fidarsi. Perotti è di questo avviso: «Certo. Non ho mai visto una squadra che vuole finire male la stagione davanti al proprio pubblico. Sarà una partita complicata. Non ci saranno tappeti rossi. Chiaramente il nostro atteggiamento sarà meno conservativo rispetto a Pescara. Attaccheremo, ma non in modo sconsiderato». Impossibile estorcere qualche primizia sulla formazione. Di certo, però, serve un disegno tattico offensivo visto che non si segna dalla partita con il Cittadella: «E' vero, ma voglio ricordare che nelle ultime quattro giornate abbiamo affrontato le prime quattro della classe e in tutte quelle occasioni potevamo fare gol. Significa che abbiamo sempre fatto il nostro dovere, ma spesso il risultato dipende anche dall'avversario».
A proposito di avversario, il Brescia è da prendere con le molle: «Sì, perché sono sereni. La loro stagione è stata positiva. A un certo punto si trovarono nella zona calda della classifica. Poi proprio dalla vittoria di Livorno ripartirono e sono stati in lizza per i playoff fino a poche settimane fa. Il vivaio Brescia è un'autentica fucina di talenti per cui la loro è una squadra giovane che gioca con grande spavalderia. Hanno pure un ottimo allenatore, per cui sarà bene porre la massima attenzione. Come detto, non ci aspettiamo regali».
Perotti, nelle ultime due giornate della stagione regolare deve pure fare lo slalom tra le diffide che espongono molti amaranto al rischio squalifica in vista del match con il Grosseto: «Chiaramente valutiamo anche questa situazione che può indurmi a studiare qualche soluzione alternativa nella formazione di partenza». E il futuro? «E' presto per parlarne. Adesso dobbiamo solo pensare a salvare la categoria senza distrarci dal nostro obiettivo».
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