Gioco
La carica di Spinelli «Rinati con Perotti, resteremo in serie B»
Poi il presidente rivela: «Che rabbia, avevo Zeman in pugno, avrebbe firmato anche in bianco ma fui consigliato male»
LIVORNO. Fiducioso, moderatamente ottimista. Aldo Spinelli torna a parlare dodici giorni dopo l'esonero di Madonna e la sua preoccupazione di allora ha lasciato il posto a pensieri più lievi nella consapevolezza che il Livorno deve ancora percorrere un bel pezzo di strada prima di sentirsi al riparo. Però, chissà, forse il peggio è davvero passato.
La reazione. Due settimane fa eravamo con l'acqua alla gola e con i pesi alle caviglie, destinati ad andare giù. Le sfide con le big Sassuolo e Pescara ci hanno riconsegnato una squadra che pare in grado di lottare tra i marosi: «I ragazzi si sono svegliati dall'incubo della tragedia di Morosini. Nelle ultime due uscite ho visto lo spirito giusto: hanno lottato e si sono sacrificati. E hanno lottato fino allo stremo delle forze".
I meriti di Perotti e di Madonna. L'ex dt ha rigenerato il gruppo. Spinelli ha pochi dubbi: "Attilio è stato bravo a trasmettere serenità alla squadra. Non era facile- prosegue Spinelli - ma è riuscito in questa impresa. Tuttavia non posso dimenticare l'allenatore che lo ha preceduto. Madonna è una persona splendida che però è rimasto segnato dalla morte del Moro perché conosceva il ragazzo da anni e non da due mesi e mezzo come noi. E poi avevo espressamente voluto Piermario. Quella tragedia lo ha segnato. Ma noi gli siamo riconoscenti come lo siamo nei confronti di quanti si sono comportati bene con il Livorno. La vittoria di Pescara è anche sua: il 2-0 è figlio della sua gestione».
Tabella di marcia. Neanche Spinelli si sottrae al rompicapo dello studio del calendario e relative combinazioni: «Con sei punti siamo a posto - dice - ma anche quattro potrebbero bastare per tirarci fuori da questa situazione perché non credo che l'Empoli faccia il pieno nelle ultime due giornate. Possiamo farcela anche perché abbiamo ritrovato i valori della squadra. Guardate che non era da tutti andare a vincere a Pescara. Quella è la squadra più forte del campionato e pratica il calcio più bello di tutti. Non solo: ha l'allenatore migliore».
Zeman e il Livorno. Spinelli svela un retroscena sul tecnico boemo: «Nel 2007 stava per sedersi sulla panchina del Livorno. Avevamo perso male a Bergamo con l'Atalanta e decisi di esonerare Arrigoni. Mandai Signorelli a prenderlo all'aeroporto di Genova. Era fatta. Avrebbe firmato in bianco anche perché era fuori dal giro e sarebbe tornato volentieri in pista. Ma sbagliai: lo lasciai andare via. Peccato. Lui è un purosangue. Sa lavorare con i giovani. E i risultati gli danno sempre ragione. Che dire: fui mal consigliato. A volte capita di sbagliare. Se non avessi commesso errori saremmo ancora in serie A».
Massima convinzione. Archiviata la parentesi zemaniana, Spinelli parla della rosa a disposizione di Perotti. «Ci manca molto un centrocampista come Belingheri che spero possa darci una mano da qui alla fine del campionato. E poi non voglio dimenticare Siligardi». Il presidente passa idealmente in rassegna il gruppo e conferma: «Sì: possiamo farcela. La squadra c'è. Mi dispiace che a Brescia non ci sarà Bardi per via della squalifica. Ma Luca Mazzoni dà ampie garanzie. Dobbiamo prenderci questa salvezza».
Vicino al gruppo. Spinelli è decisamente più sollevato rispetto a quindici giorni fa e presto verrà a parlare con la squadra: «Sarò a Livorno la prossima settimana. In questo momento ognuno di noi deve portare un contributo importante, un mattoncino per costruire la permanenza in serie B».
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