Il Tirreno

Livorno

Bottai senza confini: l’ungherese Szekeres finisce al tappeto

Bottai senza confini: l’ungherese Szekeres finisce al tappeto

Rientro super per il pugile livornese a Reggio Emilia «Ma senza palestra è sempre più dura andare avanti»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Lenny Bottai è tornato sul ring in una riunione allestita da Cavallari nella sua Guastalla, serata organizzata proprio per il rientro del pugile livornese.

In riva al Po, davanti a tanti spettatori, molti dei quali giunti da Livorno e addirittura una trentina da Roma con un pullman per tifare Bottai, il pugile labronico è tornato alla vittoria (la sedicesima su diciotto incontri disputati) confermandosi il super welter di punta del team emiliano e con una dimensione che ormai va ben oltre i nostri confini.

Bottai se la vedeva con l'ungherese Szekeres, avversario preparato e fisicamente ostico che ha da subito mostrato di rifiutare il ruolo di vittima predestinata. Il magiaro, fisico prestante e record in equilibrio, ha giocato tutte le sue carte per cercare di rendere a Bottai la giornata più complicata possibile, ma il livornese, in ottima forma, lo ha decisamente domato con una bella prestazione.

Scelte di tempo perfette e un sinistro pungente, hanno pian piano tolto a Szekeres ogni speranza di vittoria. Bottai è apparso mobile e determinato, ma soprattutto intelligente a livello tattico. Il match è stato reso piacevole anche grazie alla correttezza ed alla vivacità dei due pugili. Col passare dei round il pugile di Cavallari è salito in cattedra ed ha saputo infilare colpi pesanti anche al corpo.

Nel finale il magiaro era abbondantemente segnato e sanguinante, provato da alcuni duri colpi, tuttavia il match non ha mai avuto interruzioni arbitrali nè fasi morte. Anche in virtù di questa correttezza e dell'esigenza di stare sul ring, il labronico ha forse cavallerescamente lasciato che il match terminasse ai punti nel finale, una prova di intelligenza e sportività apprezzata da molti.

Adesso per lui, si torna a parlare di qualcosa di importante. «Intanto - commenta Bottai - mi prendo questo successo, era importante tornare sul ring e sentirsi pronti. Sotto questo profilo è stato un test molto utile».

Problema palestra. Intanto in questi giorni diversi pugili della Spes Fortitude stanno raccogliendo successi nei vari convegni, ma sulla società guidata proprio da Bottai, resta la spada di Damocle della mancanza di spazi. «Abbiamo 20 agonisti e 30 amatori che si devono allenare in uno spazio di 120 metri quadrati senza finestre. La situazione ormai è insostenibile. E pensare che da noi erano arrivati anche diversi bambini, attratti dall’idea di provare il pugilato; invece siamo stati costretti a chiudere loro la porta, perchè materialmente non abbiamo gli spazi».

La Spes Fortitude opera dal 2006 in una palestra situata all’interno dello stadio Picchi, pagando a ore al Comune gli spazi di cui usufruisce. Recentemente c’è stato un bando per l’attribuzione della palestra all’ex caserma La Mamorma, vinto dall’Apl. «Sui criteri inseriti nel bando si potrebbe discutere per ore. Ma siccome io vado dritto per la mia strada senza guardare chi mi sta d’intorno, preferisco pensare al futuro dei miei ragazzi. Potrei affidarmi ai privati, ho già ricevuto delle offerte, ma questo va contro la mia idea di sport popopolare. Quello che mi è chiedo è semplice: possibile che in una città come la nostra non si riesca a coniugare lo sport con il sociale? Da me si allenano ragazzi di case famiglie, gente che a volte non paga perché fa fatica ad arrivare a fine mese, e io non li abbandonerò mai».

Poi una proposta: «A Livorno ci sono spazi abbandonati, in zone anche considerate a rischio. Io e i miei ragazzi siamo disposti a rimboccarci le maniche, sistemare questi spazi, renderli di utilità sociale. Qualcuno del Comune può darci una risposta?»

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web