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«Era l’ultimo desiderio del Moro»

dall’inviato
«Era l’ultimo desiderio del Moro»

Lambrughi: «Il 14 aprile disse di andare a prenderci il risultato, ora è per lui»

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PESCARA. «Non era facile tornare qui e giocare questa partita un mese dopo la tragedia di Piermario». Attila Filkor, nome da guerriero e modi gentili, è stato uno dei fighter amaranto che hanno contribuito a disinnescare l’attacco atomico della serie B. Il Pescara non andava in bianco da fine febbraio, ultima volta che Immobile, Insigne e compagnia erano rimasti senza segnare.

«Qui a Pescara - è ancora Filkor a dettare le sue impressioni - tutti sentivamo tantissimo la partita. Un mese fa erano cominciati i nostri guai, da quel maledetto sabato in poi il Livorno aveva raccolto solo sconfitte, se escludiamo il pareggio contro il Sassuolo. Partivamo dal 2-0 era normale restare abbottonati e aspettarli al varco. Il mister ci aveva detto chiaramente di provare a non prendere gol negli ultimi 15 minuti di primo tempo. Dovevamo aiutarci, dare una mano al compagno vicino, giocare con la molla dell’attenzione sempre tirata al massimo. Certo, c’è stata anche un po’ di fortuna, vedi il palo di Immobile e quei tiri del Pescara andati fuori di poco, ma io non dimentico la sfortuna nera delle partite perse contro il Torino e a Verona. Qui la sorte ci ha restituito un po’ di quello che ci era stato tolto in precedenza. La classifica rimane difficilissima, però ora andiamo a Brescia per provarci, poi penseremo al Grosseto. Siamo in ballo, e balleremo».

Alessandro Lambrughi sorride, ma non perde mai il senso della misura. «Emozione nel tornare su questo campo? Certo, prima della partita c’è stata. Dovevamo onorare la memoria di Morosini, venirci a prendere quel risultato che lui ci aveva chiesto già il 14 aprile. Era una partita strana, il Pescara, battendoci, avrebbe festeggiato in anticipo la serie A, era inevitabile che iniziassero subito all’assalto». «Noi - prosegue Lambrughi - dovevamo difenderci ed essere all’altezza come collettivo. Mi sembra che entrambe le cose siano riuscite. E ora domenica andremo a Brescia per fare risultato a tutti i costi. Quale risultato? Una vittoria, ovviamente. Tre punti, ci servono tre punti». (r.m.)

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