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Udine, un’altra festa bianconera

Udine, un’altra festa bianconera

Apre Totò e chiude Fabbrini: a Catania due gol toscani per riconquistare la Champions

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CATANIA. Meritata e senza discussioni. L’Udinese ha meritatamente conquistato terzo posto e preliminari di Champions vincendo sul campo di Catania, contro un avversario che ha fatto un gran campionato, ma nelle ultime nove partite ha vinto solo una volta. Alla fine, meno patemi del previsto per i bianconeri, che tremano solo nel finale del primo tempo quando incappano nell’unico errore difensivo, si vedono fischiare contro un rigore che potrebbe riportare il Catania sull1-1 e riaprire tutto il discorso Champions: ma Gomez di fa esorcizzare da Handanovic (6 penalty sbagliati o parati contro di lui sui 9 complessivi), calcia a lato e il sipario si chiude.

È stata la serata dei grandi errori: dopo mezzo minuto, per una topica di Legrottaglie, sorpreso dalla velocità di Di Natale, il cannoniere dell’Udinese ha messo fuori la palla a tu per tu con Carrizo. Poi, lo stesso Totò si è rifatto con un gol capolavoro (dedicato poi alla squadra e alla sua mamma scomparsa), involandosi sulla sinistra, superando Carrizo e poi infilando nella porta vuota con un tocco felpato di esterno destro: una delizia il 23esimo sigillo del giocatore friulano, chiamato da Prandelli per l’Europeo. Anche il Catania ha avuto un’occasione d’oro: un rigore tirato fuori da Gomez, l’undicesimo stagionale per la squadra di Montella. Ma stavolta era assente lo specialista Lodi.

Il gol di Fabbrini - altro toscano di fabbrica empolese, come Totò - nella ripresa, dopo una marcata superiorità della squadra di Guidolin, ha chiuso definitivamente la partita, anche se nel recupero Asamoah ha colpito il palo a porta vuota. Troppo forte e determinata l’Udinese per un Catania che ha concluso dignitosamente il campionato, arrivando a 48 punti (11 vittorie, 15 pareggi, 12 sconfitte). Negli ultimi anni non aveva fatto di meglio. Quest’anno in casa il Catania ha battuto proprio Inter, Napoli e Lazio, quindi in qualche modo ha “arbitrato” la Champions a favore dell’Udinese.

Guidolin - altra grande impresa per lui - ha confermato Fabbrini (bene) accanto a Di Natale in attacco, nonché Pereyra a centrocampo col recuperato Pinzi (fondamentale). Di Natale si è divorato quel gol dopo meno d’un minuto e si è anche innervosito, ma dopo pochi minuti l’Udinese si è impossessata della gara, continuando a spingere, anche se avrebbe potuto gestire lo 0-0 che le sarebbe comunque bastato. Al 19’ lo show-down: Domizzi ha lanciato Di Natale sul centro sinistra, Totò stavolta se n’è andato, lasciando Bellusci di sasso, superando Carrizo e infilando di esterno destro a porta vuota. Un gol (il 23esimo dell’anno) che ha ripagato il cannoniere bianconero dell’errore iniziale. Un gol da campione che verrà apprezzato da Prandelli, che l’ha convocato per gli Europei.

Il Catania si è fatto spesso sorprendere dal contropiede dei friulani, per i quali il recupero di Pinzi è stato decisivo: i friulani hanno tentato di mettere in ghiacciaia il risultato subendo però una ripartenza del Catania sfociato in un diagonale fuori di Gomez da sinistra al 26’. L’Udinese ha cercato di controllare la partita e la squadra di Montella ha guadagnato metri. Al 38’ Marchese sulla sinistra dell’area è stato messo a terra in area da Pereyra: undicesimo rigore stagionale per il Catania, ma Gomez ha tirato fuori sulla destra.

L’Udinese nella ripresa ha cominciato come nel primo tempo:un’opportunità per Di Natale (fuori), un tiro di Pinzi (alto), una punizione di Totò (deviata), mentre il Catania è sembrato demotivato. Al 13’ Fabbrini è entrato in area da sinistra e ha infilato sul primo palo. Fine della trasmissione, la festa bianconera ieri non era solo a Torino.

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di Redazione web