Gioco
L’ultima linguaccia del capitano
Standing ovation per Del Piero nel giorno del trionfo per lo scudetto numero 28. Infortunio a Chiellini che esce piangendo
TORINO. Festa, record e Del Piero. La Juve celebra con una vittoria lo scudetto davanti al pubblico di casa completando da imbattuta la straordinaria cavalcata tricolore.
Quella di Conte diventa la prima squadra nella storia a chiudere senza sconfitte un campionato a 20 squadre: 23 vittorie e 15 pareggi. Oltre tutto questo, c'è lui, Del Piero. L'ultima gara casalinga del capitano con la maglia bianconera è un evento nell'evento. Il boato dei 41mila dello Stadium è da brividi, il capitano li ripaga con una perla delle sue. Un destro a giro, praticamente da fermo che si infila nell'angolo basso alla destra del portiere dell'Atalanta. E' il gol raddoppio, è il gol che chiude un matrimonio lungo 19 anni.
Suggellato al minuto 12 della ripresa dalla standing ovation al momento della sostituzione-tributo decisa da Conte. Il gioco si ferma per oltre un minuto, tutti rendono omaggio al capitano che si alza dalla panchina e fa il giro di campo a raccogliere gli applausi.
La partita diventa così quasi una parentesi nel pomeriggio di festa. Conte dà spazio a chi ha giocato di meno, tra questi c'è Luca Marrone, ragazzo cresciuto nel settore giovanile bianconero e pupillo del tecnico. E' lui ad aprire le danze dopo dieci minuti con un destro potente che si infila sotto la traversa di Frezzolini, dopo un'azione insistita di Borriello.
Cambiano (diversi) uomini, non l'atteggiamento e la voglia della Juve. L'imprinting dato da Conte è ormai stato mandato a memoria da tutti, anche se la cornice del giorno non consente chissà quali dissertazioni tecnico-tattiche. C'è spazio anche per una volenterosa Atalanta,due volte Denis nel primo tempo, una Bonaventura nel secondo sfiorano il gol. Quest'ultima occasione, in particolare, consente di constatare che Storari è pronto per la finale di coppa Italia di domenica prossima. E' il grande intervento del vice Buffon a mandare la palla sul palo. Toccherà poi a Lichsteiner, involontariamente, a batterlo con una maldestra autorete. Chiellini esce piangendo per infortunio, tutto lo stadio invita Barzagli a tirare il rigore (concesso al 90' per fallo su Borriello). Poi scatta la festa e, ovviamente, tutti gli occhi sono puntati su Alex. «Grazie ad Alessandro Del Piero, è stato e sarà sempre il nostro capitano come pochi nella vita» ha detto il presidente Andrea Agnelli, prima di ringraziare "Gigi Buffon) che è stato il nostro capitano in campo e i milioni di tifosi della Juventus nel mondo. E adesso a Roma, fino alla fine». Alla finale di Coppa Italia in programma la prossima settimana non prenderà parte Giorgio Chiellini che ha riportato il sospetto stiramento alla gamba destra. Il difensore è uscito in lacrime nel finale della partita con l'Atalanta, in considerazione anche degli imminenti Europei che a questo punto sono a rischio.
«Oggi è un giorno giorno incredibilmente bello, ma c'è anche una forte tristezza in me. Ho festeggiato davanti ai miei tifosi, con i miei compagni, in campo, con una vittoria. Sono fiero, orgoglioso di averlo fatto davanti alla mia famiglia, a mia mamma nel giorno della festa della mamma, a mia moglie, mio fratello». Alessandro Del Piero è orgoglioso ed emozionato nel rivivere i festeggiamenti e il saluto che lo Juventus Stadium gli ha voluto tributare nel giorno della sua ultima in casa con la maglia della Juve. Il Milan, finita la gara, ha subito riaperto le porte per un ripensamento di Inzaghi, alla Juve è difficile che succeda. «Nessuno mi ha chiesto niente, non credo che possa succedere - ha detto il capitano ai microfoni di Sky - Rinunciare a giocare a calcio e fare il dirigente? Ho tutta una vita per fare il dirigente sempre che qualcuno me lo chieda.Ma io sono nato per giocare a calcio, sto bene e voglio continuare a farlo». L'Inghilterra potrebbe essere la sua nuova meta, anche se ancora è presto per parlarne.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
