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L’Inter parte bene ma poi Stramazza al sesto posto

L’Inter parte bene ma poi Stramazza al sesto posto

Nerazzurri in vantaggio col solito Milito ma nella ripresa la difesa torna un colabrodo e la Lazio dilaga

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ROMA. Per Lazio e Inter sfuma l’obiettivo Champions ma almeno i biancocelesti possono consolarsi con l’accesso diretto all’Europa League (a meno che il Napoli non vinca la Tim Cup), mentre Zanetti e compagni dovranno iniziare la stagione prestissimo: dai preliminari, in programma il 2 agosto. Finale peggiore per i nerazzurri non poteva scappare fuori dall’atto finale del campionato all’Olimpico (che evidentemente non porta affatto bene all’Inter, nessuno ha scordato il precedente dello scudetto perso contro la Lazio anni fa).E come a Parma, unica sconfitta fin qui per Stramaccioni, l’Inter gioca un bel primo tempo, passa in vantaggio (al Tardini Sneijder, all’Olimpico Milito su rigore) ma si scioglie una volta raggiunta, confermando gravi impacci difensivi che preoccupano anche per il futuro.

La zuccata di Kozak e la zampata di Candreva, un uno-due micidiale per l’Inter (colpita nel recupero anche da Mauri), in definitiva manda in archivio una stagione da dimenticare, anche se “illuminata” dai due derby vinti che sono stati sì fatali all’odiato Milan, ma che nulla di buono hanno portato ai colori nerazzurri; mentre la Lazio centra un brillante quarto posto in mezzo a mille difficoltà, che alimenta molti rimpianti ma obbiettivamente dà anche motivi di orgoglio, anche per il primato cittadino.

L’assenza in extremis di Klose costringe Reja a schierare Kozak unica punta, con Candreva, Mauri e Lulic alle sue spalle. Proprio Mauri crea il primo brivido, bravo Samuel. Dalle parti di Castellazzi la Lazio non punge, mentre Bizzarri, dopo un intervento in uscita sul cross di Nagatomo, è costretto a una super parata sul sinistro improvviso di Guarin. Il centrocampista colombiano si ripete al 29’ dopo un preciso uno-due con Milito: sempre attento il portiere argentino che vede sfilare a un soffio dal palo il colpo di testa del Principe su pennellata di Maicon. È sempre Inter: servito da Poli, Milito prova il sinistro (alto) quando invece sarebbe stato più utile servire Alvarez solissimo sulla sinistra. Decisamente meglio i nerazzurri, che al 45’ passano con un rigore di Milito: il fallo c’è, qualche dubbio se il contatto con Ledesma sia avvenuto dentro o fuori l’area. Questione di centimetri. In ogni caso Milito non si fa innervosire dalle proteste biancocelesti e porta avanti l’Inter nonostante Bizzarri intuisca l’angolo. Pochi secondi dopo erroraccio di Biava, Bizzarri è prontissimo in uscita. La Lazio fa fatica a reagire, l’Inter senza strafare però è di nuovo pericolosa in contropiede: Alvarez (male) sbaglia il cross decisivo. Finalmente lavoro per Castellazzi: il tiro di Ledesma è centrale, più complicato respingere il destro di Candreva. Al 14’ la Lazio trova il pari: angolo di Candreva, Kozak tutto solo di testa batte Castellazzi, che rimane inchiodato sulla linea di porta. Come a Parma, l’Inter si squaglia: Lulic semina Maicon e offre un pallone d’oro per Candreva che non sbaglia. Stramaccioni si gioca la carta Pazzini per un impalpabile Alvarez, ma l’Inter sembra non crederci più, anche se Lucio e Maicon provano a scuoterla (28’ e 35’) e poi centra un palo clamoroso sul cross di Zanetti deviato da Biava in anticipo disperato su Pazzini. In contropiede, però, Mauri colpisce ancora.

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