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Al 93’ Mancini vince uno scudetto folle

Al 93’ Mancini vince uno scudetto folle

Incredibile finale nella Premier: Aguero firma il gol di un trionfo atteso 44 anni

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MANCHESTER. Un finale pazzesco che nessun mago del thriller o neppure dell’horror poteva immaginare: dopo 44 anni di attesa e di umiliazioni il Manchester City di Roberto Mancini, la squadra popolare della città, ha vinto lo scudetto in Inghilterra e proprio beffando a tempo scaduto i cugini ricchi e detestati dello United, quando tutto sembrava perduto e la beffa colossale si stava già materializzando.

Mentre l’United grazie a un gol di Rooney in apertura - risultato in effetti decisivo - stava vincendo 1-0 a Sunderland, all’Etihad Stadium di Manchester, la casa dei Citizens, è andato infatti in onda un autentico psicodramma. In campo Mancity e Queens Park Rangers: la squadra di Mancini doveva vincere pena perdere il primato nella Premier in caso di vittoria dello United, il Qpr non poteva perdere pena un alto rischio di retrocessione. Fin dall’inizio, con gol sbagliati e l’infortunio a Yaya Touré, uomo determinante dei Citizens, i segnali erano stati infausti per il City, che però al 39’ riusciva a piegare con un gol di Zabaleta la tenace difesa del Qpr, ma la ripresa avrebbe riservato emozioni folli. L’ex laziale Cissé regalava subito l’1-1, poi il Qpr rimaneva in 10 per l’espulsione di Barton (che uscendo prendeva anche a calci Aguero) ma pur in inferiorità numerica a metà secondo tempo passava in vantaggio gelando i tifosi Citizens.

Sul 2-1 e malgrado l’assedio dei giocatori di Mancini alla porta avversaria si arrivava al 90’, in quel momento l’United di Ferguson era ancora campione. Mancini, disperato, metteva in campo anche il “reietto” Balotelli, ma la rete del Qpr sembrava stregata: almeno cinque clamorose palle-gol sfumate, 17 calci d’angolo a zero e l’80 per cento abbondante di possesso palla senza alcun risultato per il City, mentre a Sunderland esplodeva la gioia effimera dei tifosi dello United.

Nel recupero, però, arrivava il rocambolesco ribaltone. Al 91’ Dzeko metteva dentro di testa il 2-2 sull’ennesimo corner, al 93’ proprio Balotelli serviva al “Kun” Aguero il pallone dell’indispensabile 3-2, che scatenava l’entusiasmo incontenibile dello stadio. Gelo speculare, ovviamente, a Sunderland, dove la gioia dei giocatori e tifosi dei Red Devils si traformava in disperazione e incredulità. E polemiche in agguato perché un minuto prima del gol-scudetto di Aguero a Manchester era arrivata la notizia del pareggio finale fra Stoke e Bolton che garantiva la salvezza al Qpr anche in caso di sconfitta.

Ma di questo poco importa a Roberto Mancini, che dopo la terribile tensione ha potuto dare sfogo all’esultanza avvolto, come anche Balotelli, in una bandiera tricolore mentre tutto l’Etihad cantava a squarciagola “Blue moon”, l’inno del City.Un trionfo atteso dal remoto 1968 e complessivamente meritato. Il City ha infatti giocato meglio dell’United in questa stagione e vinto entrambi i derby, addirittura per 6-1 quello dell’andata all’Old Trafford. L’United da parte sua deve battersi il petto per aver buttato via nell’ultimo mese un vantaggio di 8 punti, ma in realtà la squadra di Ferguson quest’anno raramente ha convinto.

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di Redazione web