Lutto
«Questo è un pareggio che vale oro»
Spinelli applaude la squadra e elogia Perotti. Intanto il vice Siri va in panchina
LIVORNO. Il signor Candussio di Cervignano del Friuli ha appena mandato le squadre nello spogliatoi. 0-0 scolpito nel cemento. Un pari che ferma l'emorragia iniziata dopo la tragedia di Morosini.
Sotto effetto Perotti. Spinelli si alza. E guadagna l'uscita come un fulmine. Ha giusto il tempo di confidare i propri pensieri agli amici presenti nella tribunetta d'onore: "Un punto importante. Il cambio d'allenatore ha prodotto la scossa. Adesso si va a Pescara con fiducia". Poi via. Il presidente dribbla la mixed zone con un movimento degno del miglior Dionisi.
Siri in panchina. Agli osservatori più attenti non è sfuggita la presenza del vicepresidente Siri al fianco di Attilio Perotti. Si tratta di una novità assoluta che si spiega con la grande amicizia che lega i due sono molto amici. La scelta di affidare la guida tecnica del Livorno all'uomo di Bagnolo Mella è stata ampiamente avallata dal braccio destro di Spinelli. E, conoscendo l'amore del patron per la scaramanzia, c'è da scommettere che questo connubio sarà riproposto anche nelle prossime partite.
È scalato in tribuna il dg Giovanni Gardini: occhiali scuri, auricolari per carpire le notizie provenienti dagli altri campi, si è informato in presa diretta dal telecronista di Sky sul dubbio contatto in area tra Terranova e Paulinho. Un minimo moto di stizza: il rigore poteva starci. Poi è tornato dietro la balaustra verde. A soffrire. Insieme ai 5000 che hanno sospinto il Livorno dal primo all’ultimo minuto. La salvezza va conquistata anche solo per il loro amore.(F.P.)
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