Il Tirreno

Livorno

Perotti, buona la prima «La squadra vuole lottare»

di Renzo Marmugi
Perotti, buona la prima «La squadra vuole lottare»

Il dt riportato in panchina sottolinea la compattezza del Livorno. Elogio a Bardi e Siligardi («non può giocare molti minuti»). E oggi partenza per il ritiro di Roma

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LIVORNO. Attilio Perotti ha la faccia di uno che ne ha viste tante. E sfodera anche un sorriso. Dopo cinque sconfitte consecutive il Livorno ferma l’emorragia e soprattutto riesce a finire la partita senza subire gol, una maledizione che durava ininterrottamente dal 16 ottobre 2011. Quasi sette mesi. Il Sassuolo (50 gol segnati) fra le squadre che si contendono la serie A diretta è quella con l’attacco meno atomico, però gli amaranto erano stati infilzati anche da gente meno brava di Sansone e Troianiello. «Avevo chiesto alla squadra di rimanere compatta – dice il direttore tecnico riportato in trincea per le ultime quattro partite – perché sapevamo di affrontare un’avversaria molto sicura di sé, guidata da un bravo allenatore. Noi invece avevamo la necessità di vedere se questa squadra c’è e vuole veramente lottare fino in fondo. Ai ragazzi avevo chiesto compattezza e volontà, perché se affronti l’avversario come gruppo fai meno fatica. E mi sembra che delle risposte siano arrivate. E vorrei aggiungere una cosa: dopo molto tempo che non facevo più l’allenatore è stato bello tornare in panchina e sentire l’incitamento del pubblico. Una cosa molto sorprendente».

Siligardi in panchina per un’ora. Poi è entrato è ha cambiato la partita. «Siligardi in questo momento ha difficoltà a giocare molti minuti – risponde Perotti – e poi volevo tenermi qualcosa anche in panchina». Un Livorno con tre incontristi anziché due a fare legna davanti alla difesa. «Vuol dire che in campo c’è un po’ meno qualità, però in compenso hai più corsa. E noi, rispetto al Sassuolo, abbiamo fatto il doppio di chilometri, perché abbiamo corso male. Anche questo ragazzo qui accanto...». E indica Remedi, seduto in sala stampa accanto al mister che ha rotto l’incantesimo di quota 38 in classifica.

Bardi ha detto no per tre volte ai tentativi del Sassuolo. «I portieri sono lì, o parano o non parano. Bardi ha compiuto due interventi di valore, dimenticando subito l’infortunio precedente. Ma, signori miei, di sbagliare è successo anche a Buffon...».

Salviato uscito per infortunio, Legnani ripescato nel finale dopo un lungo infortunio e tanta anticamera. «Simone soffre da tempo di un guaio al tendine rotuleo e spesso aveva giocato stringendo i denti. Ha preso un colpo ed è dovuto uscire: speriamo di recuperarlo per martedì a Pescara...Lignani invece l’ho messo negli ultimi 13 minuti perché è rapido, ha gamba e voglia di dimostrare qualcosa».

Due partite e mezzo alla fine, e martedì sera ci saranno da recuperare i 59’ di Pescara, cominciando dal risultato di 2-0, un mese dopo la tragedia di Morosini. «E’ quella la partita che per noi conta veramente – sottolinea Perotti –. Il pareggio col Sassuolo non ha spostato niente. Per questo motivo domattina (oggi, ndr) ci alleniamo e dopo pranzo partiremo per il ritiro di Roma. Nel solito hotel che ha un campo di calcio regolamentare. Lunedì allenamento nella capitale, poi via a Pescara». Per tornare con qualcosa di importante.

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