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Livorno-Sassuolo, un’altra finale al Picchi

di Alessandro Bernini
Livorno-Sassuolo, un’altra finale al Picchi

Arriva una squadra forte che punta dritto alla serie A. Perotti rinforza il centrocampo e si affida ai guizzi di Paulinho e Dionisi

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LIVORNO. C’è una canzone che Morosini amava tanto, si chiama “Non è tempo per noi”. Tra le righe il Liga ha scritto: “dicono che noi ci stiamo buttando via, ma siam bravi a raccoglierci”. E allora forza Livorno, è il momento di raccogliersi, di non buttarsi via.

Quattro partite alla fine, siamo a due passi dal paradiso e a due passi dall’inferno. Tutti lì, ammucchiati, senza certezze. In questo caos il Livorno ha ancora un piccolo vantaggio su Nocerina e Vicenza, e deve difenderlo con le unghie. Se poi sarà sufficiente per evitare i playout ancora meglio, ma in questo momento l’importante è soprattutto ritrovarsi e sentirsi squadra viva.

Contro il Sassuolo sarà dura, ma questa non è una novità: loro la squadra che ha fatto più punti in trasferta (36) noi quella che in casa ne ha fatti meno (17) dopo l’Albinoleffe (16). Ma i numeri nella vita e nel calcio non sono tutto: c’è anche l’orgoglio, c’è la rabbia, c’è la voglia di rialzare la testa, di non lasciarsi calpestare dal destino. L’impatto di Perotti è stato positivo, ci è piaciuto come ieri l’allenatore ha presentato la partita: «non una guerra, ma una sfida nelle quale ci vogliono giocatori che abbiamo coraggio». Il coraggio di non mollare, di crederci fino in fondo.

L’aspetto tattico passa quasi in secondo piano. Possibile comunque un 4-3-3 con Schiattarella alto, soluzione che porterebbe a passare al 4-4-2 con facilità, abbassando di qualche metro “Schiatta”. Uno schieramento quadrato, robusto in mezzo con tre mediani, senza troppa fantasia, ma con due armi tattiche importanti in panchina: Siligardi e Piccolo. Sempre che Perotti non decida di spedire subito dentro Siligardi.

Qualche problema c’è in attacco. Bernacci è squalificato, il giovane Filippo Moscati non è stato neanche convocato perché alle prese con gli esami scolastici, per cui di punte vere ci sono sono Paulinho e Dionisi. Difesa invece confermata e chiamata agli straordinari: Sansone è un frullino al quale è difficile mettere il guinzaglio, Boakye ha numeri ma non troppa continuità, Missiroli sa inserirsi da dietro e fare male.

Classifica alla mano, il Sassuolo è favorito. Poco male. Ci servono 9 punti nelle ultime tre partite (Pescara, Brescia e Grosseto), e oggi ci giochiamo un jolly. L’apporto dei tifosi sarà vitale. È ora di dimostrare che “siam bravi a raccoglierci”

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