Gioco
Libertas parte col piede sbagliato e giovedì sera dovrà fare un miracolo
LIVORNO. «Quella scesa in campo a Siena non è la squadra che io conoscevo». Gara-1 dello spareggio salvezza è finita da poco e la voce del general manager gialloblù Giancarlo Guidi non è uno squillo...
LIVORNO. «Quella scesa in campo a Siena non è la squadra che io conoscevo». Gara-1 dello spareggio salvezza è finita da poco e la voce del general manager gialloblù Giancarlo Guidi non è uno squillo di allegria. «Siamo stati troppo morbidi, una cosa incomprensibile in una partita che valeva il lavoro di una stagione. Ora dovremo riflettere e capire il perché». La Libertas di Pardini ha perso senza attenuanti sul campo di una squadra che molti davano come quasi allo sbando e invece è stata capace di condurre sempre, spesso con vantaggi in doppia cifra dimostrando tutta la sua voglia di mantenere la categoria dopo una stagione piena di problemi. Difesa livornese più che sotto accusa, 85 punti in partite così sono un'enormità e, eccezioni a parte (una ce ne fu proprio contro il Cus) la Libertas non ha nelle sue corde punteggi così elevati: insomma, se prendi 85 punti per vincere ne devi fare come minimo 86 e questo in casa livornese è accaduto di rado, al di là degli alti bottini prodotti sempre o quasi da Vicenzini. Ora però è obbligatorio resettare per cercare come minimo di allungare la serie anche se è inutile nascondere che il Cus Siena ora, con due colpi in canna, è favorito. Ma se la Libertas riuscirà giovedì a impattare la serie, ecco che la pressione tornerà tutta sulle spalle degli avversari. Si torna in campo come detto giovedì sera alle 21 e conteranno prima di ogni altra cosa i nervi. Non sarà facile giocare con l'acqua alla gola e sapendo che, ben che vada, ci sarà comunque da tornare a Siena. Ma questo propone il menù.
Us Livorno. Tanto tuonò che piovve. Alla fine, dopo averla scampata per tanti anni, la vecchia Unione conosce l'onta della retrocessione sul campo. Gara3 dei playout a San Miniato premia i padroni di casa di coach Ialuna con l'Us, nonostante la formazione imbottita di ragazzini, capace di restare incollata alla partita e alla categoria per tre quarti di gara, ma poi in completo debito d'ossigeno nel finale. Onestamente anche una vittoria non avrebbe cambiato con ogni probabilità il corso delle cose: risalire da un 2-0 a sfavore, vincere tre partite in fila di cui due in trasferta, era un'ipotesi con poche o punte possibilità di realizzazione. La retrocessione nasce da molto lontano, da quella serie infinita di sconfitte all'inizio del girone di ritorno che vanificarono una partenza di campionato più che positiva. (f.p.)
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