Il Tirreno

Livorno

L’ultima carta: squadra a Perotti

di Alessandro Bernini
L’ultima carta: squadra a Perotti

Il quinto ko consecutivo provoca l’esonero di Madonna. I retroscena che hanno portato il dirigente sulla panchina

2 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. Stavolta Spinelli non ce l’ha fatta ad aspettare ancora: il quinto ko consecutivo provoca l’esonero di Armando Madonna, al suo posto arriva Attilio Perotti che fino a ieri pomeriggio ricopriva il ruolo di direttore dell’area tecnica.

Inutile parlare di contratti o di durata dell’accordo: Spinelli ha chiamato “l’amico Attilio” al capezzale del Livorno, sperando in quella scossa che diventa necessaria per crederci ancora. La massima ambizione di Perotti è salvare il Livorno e poi tornare dietro la scrivania a fare il dirigente.

Ciao Madonna. Giornata intensa quella di ieri. Spinelli già nella nottata aveva maturato l’idea di esonerare Madonna, ma prima ha voluto dei lunghi colloqui con Signorelli e appunto con Perotti. Chi ha visto Spinelli, garantisce che il presidente era sinceramente dispiaciuto di dover cacciare Madonna, ma anche convinto che fosse l’unica strada da percorrere.

C’era la sensazione nel clan amaranto che la morte di Morosini avesse lasciato un senso di vuoto enorme dentro Madonna (umanamente è un pregio, il tecnico è una bella persona) e che adesso lui facesse fatica a trasmettere grinta e cattiveria alla squadra.

I retroscena. Ora si potrebbe pensare che il Perotti dirigente ha “segato” la panchina di Madonna per poi prenderla. È successo l’esatto contrario.

Spinelli ha insistito molto con Perotti, lo ha quasi pregato di accettare di tornare ad allenare per queste ultime 5 partite. Perotti ha sempre difeso o comunque elogiato Madonna, gli è stato vicino (così come Gardini e Signorelli), non c’è mai stata nessuna trama oscura dietro. Già in un altro paio di occasioni (a partire da quando fu esonerato Novellino) il presidente aveva fatto un pensierino di affidare la panchina a Perotti il quale però ha sempre risposto di aver fatto una scelta di vita e di sentirsi adesso un dirigente.

Perché allora adesso ci ha ripensato? Un po’ per spirito di servizio (lui e Spinelli sono legati da anni) e un po’ perché comunque Perotti ha confidato di crederci, di essere convinto che questa squadra possa dare di più, molto di più.

Si era pensato anche all’ipotesi Novellino, ma in realtà il suo ritorno era impossibile viste le divergenze con alcuni dirigenti amaranto.

Primo allenamento. Oggi alle 15 Attilio Perotti dirigerà il suo primo allenamento al Coni. Parlerà alla squadra, cercando di riaccendere la luce in un gruppo con dei limiti ma che (va detto) sembra anche circondato da tanta sfortuna. Quasi una maledizione.

Cinque partite per tentare la grande impresa, chissà se con la coda dei playout. Forza Perotti, ci giochiamo l’ultima carta.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web