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la festa al “comunale”

Camaiore, pari e salvezza e i tifosi cantano “Bella ciao”

Camaiore, pari e salvezza e i tifosi cantano “Bella ciao”

CAMAIORE. Il triplice fischio dell'arbitro sancisce il momento in cui i giocatori del Camaiore possono togliersi le armature e cominciare a far festa: la salvezza è stata conquistata. I playout...

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CAMAIORE. Il triplice fischio dell'arbitro sancisce il momento in cui i giocatori del Camaiore possono togliersi le armature e cominciare a far festa: la salvezza è stata conquistata.

I playout saranno pensieri e preoccupazioni d'altri. A porre la parola “fine” ad una stagione colma di difficoltà, ma terminata con l'epilogo tanto sperato, è l'1-1 del “Comunale” contro il Vecomp Verona.

Non sarà certo stata una partita da far stropicciare gli occhi ai tifosi, molti dei quali - il riferimento è a quelli ospiti - hanno preferito intonare “Bella ciao” a getto continuo, un modo per stare vicini alla squadra e per testimoniare un netto distacco da quello che, nella città di Romeo e Giulietta, è un indirizzo politico diametralmente opposto.

Divagazioni più che lecite, perché il campo ha davvero lasciato poco o nulla da raccontare. Al Camaiore serviva un punto, per il Vecomp le speranze di raggiungere i play-off erano praticamente nulle. Ciucci, che non disponeva dello squalificato Imperatore, ha preferito coprirsi, rinunciando al rombo per passare invece ad un più lineare 4-4-2 con Ercolano, che di norma è un terzino, a fare l'esterno alto. Soltanto nella ripresa c'è stato qualche sussulto, che poi sono le azioni che hanno portato ai due gol della partita: al 24' punizione da sinistra che Ulivi pennella in mezzo per la testa di Federico Tosi, che trova l'angolo giusto per il suo 22esimo gol stagionale. Ma quando tutto sembrava in discesa, il Camaiore ha trovato il modo per complicarsi l'esistenza, con una respinta corta di Gemignani che al 29' ha permesso a Odogwu di battere Rizzato da pochi passi, siglando così l'1-1.

Prima delle due reti, i bluamaranto erano pure rimasti in dieci per un fallo a metà campo di Corsi, punito dall'arbitro col rosso diretto. Sofferenza gratuita fino a quando l'arbitro ha messo il fischietto alla bocca e mandato tutti sotto la doccia. L'incubo è finito, la festa è solo cominciata. (g.n.)

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