Il Tirreno

Livorno

I pugni di Tassi lasciano ancora il segno

di Andrea Masini

Lo “scorpione” batte l’esperto ungherese Ramocsa dimostrando di avere ancora i numeri per poter tornare in alto

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LIVORNO. Sul volto di Lucca Tassi si legge tanta, ma tanta, soddisfazione mista a felicità. Lo "scorpione" è consapevole di aver vinto un bellissimo incontro, al cospetto di un signor avversario (l'ungherese Sandor Ramocsa) che si è arreso ai punti in un match tra pesi mesi.

Nel suo sguardo si legge la sete di chi non è mai appagato, dell'atleta che da lunedì tornerà in palestra per preparare il prossimo match. Perché è così che si diventa campioni. E Luca Tassi lo è, nello sport e nella vita.

Ieri sera, sul ring eretto sul campo centrale del circolo tennis Libertas, si è reso protagonista di sei riprese (da 3 minuti ciascuna) ricche di talento e di colpi che non hanno lasciato scampo alcuno ad un nemico forte e con ben 200 "face to face" alle spalle, dei quali il 50 per cento vinti e senza nessun ko.

Una prestazione priva di sbavature, per mezzo della quale il pugile labronico ha potuto alzare le braccia al cielo davanti al pubblico di casa, numeroso e assai partecipe per l'intero arco dell'incontro. E il calore della sua gente Luca lo ha avvertito eccome, un po' come se avesse trovato strada facendo un serbatoio di energie in più per mettere da una parte la fatica e colpire a ripetizione il malcapitato Ramocsa che, già alla seconda ripresa, accusava ferite sul naso e nei dintorni dello zigomo.

Detto, fatto: la furia dello "scorpione" amaranto, che proprio 12 ore fa ha festeggiato il primo successo nel 2012, è aumentata con il passare dei minuti fino al sesto e ultimo inning che ne ha sancito il trionfo nel bel mezzo di una grandinata di applausi a dir poco meritati.

«E' andata bene - ha commentato Tassi - sapevo di affrontare un super e dunque la vittoria vale molto di più, anche se credo di aver raccolto i frutti di mesi e mesi di duro allenamento che adesso dovranno trasformarsi in una base solida per il futuro. Inoltre vorrei ringraziare di cuore tutti gli appassionati di boxe che oggi (ieri, ndr) sono accorsi sulle tribune del circolo Libertas, compreso Gianluca Urbani, il mentore di questa meravigliosa manifestazione che ha messo in luce non solo Tassi e Ramocsa, ma pure i campioni di domani».

Ma nei dintorni di Porta a Terra, oltre al presente e al futuro della boxe nostrana, c'erano anche alcuni ospiti di lusso e nella fattispecie quel Franco Nenci che ha scritto la storia dei guantoni livornesi grazie alla medaglia d'argento conquistata nella categoria "superleggeri" alle Olimpiadi di Melbourne nel 1956. E anche lui, a tempo scaduto, ha tributato un grande applauso a Luca Tassi, lo "scorpione”, che con il suo pungiglione ha colpito ancora. E non era per niente facile contro un cliente scomodo ed esperto come Ramocsa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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