Il Tirreno

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Livorno in crisi, ma Madonna resta

di Alessandro Bernini
Livorno in crisi, ma Madonna resta

Dopo la sconfitta col Toro, la società manda tutti in ritiro a Peschiera. Salvezza possibile anche se torna il problema-gol

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LIVORNO. Niente miracolo. Anche se, forse, visto come aveva giocato il Torino, sarebbe bastato meno di un miracolo. Fatto sta che il Livorno resta nel tunnel della crisi, inanellando la sua terza sconfitta consecutiva, nonchè terzo ko di seguito in casa.

Madonna resta. Dopo le parole di Spinelli alla vigilia del match («Madonna? Per ora resta...») si è pensato anche a un cambio di rotta. Due i nomi saltati subito in pole: Perotti e Novellino. Chiariamo bene, Perotti non si è certo proposto (anzi, lui preferisce fare il dt e sta difendendo Madonna) ma sembrava una ipotesi realizzabile visto che mancano solo 5 partite alla fine e non poteva certo arrivare un tecnico completamente estraneo. Da qui anche la seconda ipotesi ovvero Walter Novellino: vero che ha rescisso il contratto, ma si è lasciato bene con Spinelli, a livello di regolamento poteva tornare e conosceva già bene il gruppo.

Spinelli invece (anche un po’ a sorpresa) ha fatto i complimenti a Madonna e lo ha confermato senza se e senza ma.

Tutti in ritiro. La mossa del presidente è stata quella di mandare tutti in ritiro. Non un mossa punitiva, ma un modo (come hanno spiegato in società) per stare insieme e allontanarsi dai brutti pensieri. Anche per questo Madonna ha previsto un ritmo molto intenso: ieri mattina la partenza, nel pomeriggio allenamento, oggi altre due sedute.

La squadra si allena a Peschiera del Garda, a 25 chilometri da Verona. Ed è proprio a Verona che sabato bisognerà cercare l’impresa.

La partita. Contro il Torino non è stato il peggior Livorno, sicuramente meglio che ad Ascoli, ma per salvarsi serve di più. Madonna se l’è giocata inserendo a sorpresa dall’inizio Remedi al posto di Paulinho, puntando dunque su un 4-3-2-1 (con Piccolo e Schiattarella esterni alti, davanti a Paulinho) che comunque profumava molto di 4-5-1.

Da una parte l’atteggiamento è apparso troppo passivo, dall’altra è vero che il Torino ha tirato due volte in porta in tutta la partita. Il gol è arrivato nel finale di primo tempo su una chiusura poco efficace di Salviato su D’Ambrosio, con Meggiorini tutto solo al centro dell’area. Insomma, più da errori della nostra difesa che non da azioni travolgenti del Torino.

Nel secondo tempo il Livorno ha fatto fatica anche a provarci. Come se mancassero energie. Madonna ha messo dentro anche Paulinho, poi Bernacci ma in questo caso ha tolto Dionisi e qualche perplessità sul cambio resta. A quel punto (era il 72’) tanto valeva rischiare. La scelta di Madonna sarebbe stata dettata dalla stanchezza di Dionisi che era in diffida, e con un cartellino giallo avrebbe saltato la trasferta di Verona.

Senza gol. Nel pezzo che potete leggere sotto, trovare nel dettaglio tutto ciò che c’è da sapere su calendario, scontri diretti, ipotesi playout e ipotesi salvezza. Resta il fatto che il Livorno deve invertire il trend in fretta, perché sembra di giocare a un-due-tre stella: gli altri avanzano di un passo, a turno, magari lentamente ma avanzano, noi siamo sempre fermi.

La salvezza si conquista con la voglia di combattere e il carattere (a partire da Madonna, che poi lo deve trasmettere alla squadra), il resto dovranno farlo un pizzico in più di fantasia (magari con Siligardi) e i gol sperando di ritrovare presto Paulinho, forse il giocatore che più di tutti ha accusato la tragedia del Moro.

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