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Madonna: ora ci servono tre vittorie

Madonna: ora ci servono tre vittorie

«Dobbiamo buttarci a capofitto nella volata finale e tirar fuori il carattere»

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LIVORNO. Piange il cielo sopra Livorno, ma l’umore in casa amaranto è più nero delle nubi che ci sovrastano e allora arriva il tempo della rabbia, come ultima risorsa da scongelare per provare a tirarsi fuori dal pantano. Oggi al Picchi arriva la capolista ma Madonna se ne infischia di analizzare il Toro perché sa bene che il primo avversario del Livorno adesso è proprio sé stesso. «Voglio il carattere – incalza il tecnico lombardo –. Non mi interessa parlare del Torino, neanche con i giocatori, perché tanto sappiano tutti bene qual è il suo valore. Dobbiamo vincere almeno 3 partite delle 6 che ci restano e quindi bisogna dar fondo a tutte le forze che abbiamo, a partire da me».

Sì perché, come ha chiesto Spinelli, Madonna ha in mano il gruppo e deve tirarci fuori il massimo in questo momento decisivo della stagione. «Col presidente mi sono visto e abbiamo parlato di questo momento, del quale lui è ovviamente preoccupato. L’allenatore è il capitano della nave e si deve prendere tutte le sue responsabilità: così io ci metto la faccia e lo farò finché la squadra lotterà al mio fianco». Scuro in volto, come forse mai lo avevamo visto, il mister amaranto taglia a fette la tensione e serve un piatto in cui scodella gli ingredienti necessari per provare a battere l’attuale regina della serie Bwin: «E’ la testa che fa la differenza, più che la condizione fisica, anche se è vero che ultimamente non abbiamo potuto allenarci con continuità e da ciò consegue che ci sono alcuni giocatori da recuperare o acciaccati. Ma dobbiamo superare il problema delle assenze e fare una partita di grande cuore, voglio una reazione emotiva e mentale da uomini. A questo punto il gioco e gli schemi contano poco per noi, dobbiamo diventare una squadra da battaglia».

E come può farlo questo Livorno che ad Ascoli si è spento alle prime difficoltà? «La partita di Ascoli – dice Madonna – era una grande incognita, una gara sui nervi, ma noi ci siamo sciolti dopo una buona partenza. Non è questa la via di vincere in serie B. Per tornare a fare risultato proveremo a dare più profondità al gioco, attaccare le respinte e le seconde palle, accantonando la linea tattica seguita finora».

Quali sono i dubbi sull’undici di partenza contro il Torino? «Sini e Belingheri non sono recuperabili, per fortuna rientra Knezevic. Per il portiere sono indeciso: Bardi non si è allenato con continuità ultimamente, Mazzoni sì. Per il resto è una squadra quasi obbligata; Siligardi sta meglio, ma ha fatto solo un allenamento con il gruppo». Nelle ultime cinque giornate del girone di andata il Livorno collezionò solo un punto contro il Grosseto, rimettendoci la pelle con le big del torneo. Invertire il trend è uno sforzo da tentare, anche se adesso il Livorno sta peggio di allora. Ma in questo ultimo mese il mister non vuol tralasciare niente, e guai a parlargli del “Moro” come possibile attenuante: «Sarebbe un’offesa mischiare la tragedia di un ragazzo con il calcio. Non c’entra niente con i nostri risultati e non può essere una scusa. Noi dobbiamo solo buttarci a capofitto nel finale di stagione e non concedere niente ai nostri avversari».

Dario Serpan

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