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Livorno

Riecco la vecchia Fiorentina

di Brunella Ciullini
Riecco la vecchia Fiorentina

I viola, malamente sconfitti a Bergamo, si consolano... con le disgrazie altrui

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BERGAMO. L'unica consolazione (e comunque non è poco) è rappresentata dalle sconfitte del Genoa e del Lecce che rendono meno amara alla Fiorentina e ai suoi tifosi la netta sconfitta (2-0) rimediata a Bergamo con l'Atalanta. Per i viola un vistoso passo indietro dopo le belle imprese con Milan e Roma, una prestazione brutta come nei tempi peggiori di questo tormentato campionato cui si sommano il secondo rigore consecutivo fallito (stavolta nientemeno che da capitan Jovetic che se lo è fatto parare al 22' della ripresa quando avrebbe potuto riaprire il match) e l'ennesimo infortunio, stavolta a Behrami, che già acciaccato ha dovuto uscire nell'intervallo dopo aver giocato metà tempo aggrappandosi alla maglia per non far uscire la spalla: per lui sublussazione alla clavicola, questo il verdetto degli esami fatti all'ospedale di Bergamo. Per fortuna niente fratture tanto che nel clan viola non si esclude di recuperare lo svizzero-kosovaro già per mercoledì col Novara. Gara che, ha detto il presidente esecutivo Mario Cognigni, dovrà chiudere la pratica-salvezza. «E' mancata la giusta convinzione, è un risultato molto negativo, non riusciamo a fare gol neppure su rigore. Parlare di salvezza è quasi avvilente, speriamo di centrare l'obiettivo il 2 maggio. Futuro? A fine campionato annunceremo tutto, chi verrà dovrà inserirsi in un contesto già esistente di organizzazione societaria, senza scordare che già lavora per noi un professionista stimato come Macia».

E' stato un inizio choc per la Fiorentina che dopo appena 11' si è trovata sotto con un gol di testa di Denis lanciato da Cazzola: l'argentino ha potuto tirare indisturbato anche perché la difesa viola nella circostanza ha sbagliato il fuorigioco. Esordio sfortunato pure per Neto che fino ad allora non aveva fatto alcun intervento. I padroni di casa si sono trovati in vantaggio con merito, fin dalle prime battute - nonostante assenze di peso come Stendardo e Cigarini - si erano mostrati decisamente più pimpanti rispetto alla Fiorentina scesa in campo senza sorprese: l'emergenza (7 assenti compreso lo squalificato Boruc) oltre alla buona prova di mercoledì scorso ha indotto Rossi a confermare per gran parte la stessa formazione che ha battuto la Roma, con la sola novità di Ljajic per l'infortunato Cerci. Dopo la rete dell'Atalanta la Fiorentina ha tentato di reagire mostrando sussulti d'orgoglio e arrivando al tiro con capitan Jovetic e Kharja senza però impegnare mai davvero Consigli, rischiando di restare in dieci per una brutta entrata su Moralez a metà campo di Camporese (che se l'è cavata solo col giallo) e giocando da metà primo tempo con un Behrami visibilmente dolorante.

Anche la ripresa è iniziata nel peggiore di modi per la squadra viola che al 6' è stata trafitta di nuovo stavolta da Bonaventura che ha concluso un'azione tambureggiante dopo che Neto aveva parato di piede un tiro di Denis. Rossi ha tolto l'impalpabile Ljajic per un altro primavera, Acosty, l'Atalanta ha risposto sfiorando il tris con Moralez (salvataggio sulla linea di Nastasic) contro una inconcludente Fiorentina. Che però al 22' ha avuto l'occasione di riaprire il match con un rigore concesso per un contatto Raimondi-Acosty, solo che Jovetic - come Ljajic contro l'Inter - se lo è fatto parare dal bravo Consigli dopo un tiro angolato ma poco potente. Emblema di una squadra tornata brutta e confusa dopo le imprese con Milan e Roma. «In effetti non siamo stati gli stessi di quelle gare - ha sospirato Delio Rossi - comunque un mese fa avremmo firmato per avere sei punti di vantaggio sulla terz'ultima. Il rigore fallito ci ha fatto perdere ulteriore concentrazione. Ora pensiamo al Novara, Firenze merita molto di più rispetto alle ultime stagioni».

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