Lutto
Petacchi resta a bocca asciutta
Sesto nell’ultima tappa in Turchia (4o Guardini). A Wiggins il Romandia e sabato scatta il Giro
ISTANBUL. Sabato in Danimarca scatta il Giro d’Italia e i corridori stanno ultimando la preparazione un po’ ovunque in Europa. Ieri si è corso ad Arezzo, dove è andato in scena il Giro di Toscana, si sono conclusi il Romandia e il Giro di Turchia, c’è stato l’Himmerland Rundt, in Danimarca (primo Steensen, terzo Furlan) e il Giro delle Asturie (ultima frazione al francese Remy De Gregorio, vittoria finale al basco Benat Intxausti).
Mediamente il bilancio per i nostri non è andato benissimo a parte Ballan che ha vinto ad Arezzo. A Istanbul, nel giorno che ha visto calare il sipario sul Giro di Turchia, l’ultimo sprint è andato a Bos (Rabobank) che ha preceduto Fenn (Omega Pharma-Quick Step) e Van Dijk Accent Jobs ). Per Alessandro Petacchi soltanto un sesto posto, non il massimo per finalizzare il lavoro egregio dei compagni di squadra della Lampre, che insieme ad altre tre formazioni hanno riportato il plotone sui quattro fuggitivi di giornata.
Da segnalare che a circa 5 chilometri dal traguardo l' ultimo uomo indicato per scortare Petacchi allo sprint, Viganò, è stato coinvolto in una rovinosa caduta (il corridore blu-fucsia è finito anche in ospedale per escludere fratture alla mano destra).
Queste le impressioni di Petacchi : «È stata una tappa che per andamento ha rispecchiato quella di sabato sino a pochi chilometri dal traguardo. I miei compagni sono riusciti però assieme ad altre squadre a ricucire sulla fuga di giornata. Mi spiace aver perso nella caduta in finale Viganò col quale ero d'accordo di organizzare lo sprint. Mi sono trovato quindi al vento molto presto nella confusione di una volata senza una vero treno e ho provato a destreggiarmi da solo per trovare la posizione. Ho dovuto spendere molto per inserirmi appena alle spalle di Bos, a quel punto lanciata la volata non sono più riuscito ad aver la forza di rimontare. Mi spiace per non aver ripagato a pieno il buon lavoro della squadra che ringrazio anche stavolta».
Insomma, la condizione c’è, può crescere ancora ma un successo avrebbe fatto tanto in morale in vista della prossima partenza della corsa rosa.
E una vittoria sarebbe servita anche ad Andrea Guardini che fa meglio di Petacchi ma non riesce a cogliere il risultato pieno. «Quarto in una volata in cui ho commesso qualche errorino, ma finalmente ho avuto le sensazioni che cercavo. Mi sento in crescita e sono pronto a misurarmi con il grande ciclismo nella corsa rosa» ha detto il veneto della Farnese che sarà al debutto al Giro. Per la cronaca la classifica finale della corsa a tappe turca è andata a Ivailo Gabrovski.
In Romandia, invece, trionfo finale per Bradley Wiggins, che si è aggiudicato la quinta ed ultima tappa della corsa svizzera, una cronometro individuale di 16,5 chilometri con partenza ed arrivo a Crans Montana, riuscendo così nel più classico dei doppi colpi. Wiggins ha preceduto di soli 7 decimi di secondo il giovane statunitense Andrew Talansky (Garmin) e di 7”, l’australiano e suo compagno di squadra Richie Porte. Il migliore degli italiani è Dario Cataldo, 17º, appena davanti a Paolo Tiralongo (Astana), 18º.
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