Sicurezza
Michel e “Boni”, la cerimonia dello scudetto
Nobiltà sabauda. Giampiero Boniperti e Michel Platini, sette scudetti, due che la Signora l’hanno sedotta in tempi diversi, ma con la stessa intensità e soprattutto con uno charme forse irripetibile,...
Nobiltà sabauda. Giampiero Boniperti e Michel Platini, sette scudetti, due che la Signora l’hanno sedotta in tempi diversi, ma con la stessa intensità e soprattutto con uno charme forse irripetibile, seduti uno accanto all’altro nello stadio dedicato a un altro piemontese infinito, Silvione Piola, l’uomo dei record, uno che l’ha messa dentro talmente tante volte che nessuno, probabilmente, lo riacciufferà mai. Michel e Giampiero, grassottello e supponentemente francese l’uno, imbiancato ed elegantissimo l’altro, hanno guardato con occhi innamorati la Signora del terzo millennio, fresca come una ventenne, squadra tosta, forte, sicura di sè, così certa di essere più forte da scherzare con il povero Novara, ignorando la trappola del sintetico, costruendo eserciti di palle-gol, mamaraldeggiando con i disegni rococò di Pirlo, le puntate di Speedy Giaccherini, la corsa al titanio di Vidal e Marchisio, la classe cristallina di Vucinic che ieri al Piola si era svegliato bene, aveva voglia, forse Conte gli ha detto così tante volte che sta per vincere uno scudetto a suo modo storico che anche il montenegrino pigro se n’è accorto et voilà, per dirla con il totem seduto in tribuna, ecco la doppietta che mette il tappo al campionato e toglie il tappo al bottiglione Magnum che attende nel frigo della Lady bianconera. Troppo belli, troppo forti: tanto da spegnere le radioline e non degnare nemmeno di attenzione quel povero Milan che soffriva a Siena, che doveva ricorrere al talento matto di Cassano per restare a tiro, anche se poi Ibra ha messo il cappello con altri due gol alla vittoria probabilmente più inutile della storia recente del Diavolo. Il braccio di ferro ha fatto passare in secondo piano il dramma - doppio- di Genoa e Lecce: una corsa, spietata. Solo una resterà in piedi. (g.b.)
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