Toscana
La favola del Seravezza
Il fantasista D’Antongiovanni segna e sforna assist. Il team tallona la capolista
Si scrive D’Antongiovanni, si legge... Ibrahimovic. A livello di Promozione il fantasista del Seravezza, infatti, è davvero un talento fuori categoria.
A 27 anni (è del 1985), Davide D’Antongiovanni ha scelto di giocare in una categoria inferiore e di molto alle proprie possibilità: fino alla scorsa stagione era infatti uno dei pilastri del Camaiore in serie D e rappresentava un vero e proprio trampolino di lancio per i fratelli Tosi, funamboli del gol.
Poi, dopo sette anni di gol e vittorie, l’estate scorsa il taglio netto col passato e la scelta di aderire al progetto di mister Maurizio Bertocchi e del Seravezza: pochi soldi ma tanti giovani, entusiasmo, voglia di stupire.
Se adesso il Seravezza è lassù a contendersi la promozione in Eccellenza con il San Marco Avenza, buona parte del merito è proprio del talento versiliese, che oltre alle nove reti messe a segno (l’ultima ieri nella bella vittoria esterna contro il Ponte Buggianese di Luca Gufoni) ha sfornato anche una quantità industriale di assist per il bomber Pellegrinetti e il giovane Mallegni, appena 17 anni, che sta crescendo sotto l’ala protettiva dell’ex camaiorese.
Il Seravezza dunque torna prepotentemente in corsa; a 180 minuti dal termine della stagione regolare del girone A sono soltanto due i punti che dividono la Bertocchi-band dalla capolista San Marco Avenza, che ieri ha probabilmente sprecato un match-ball sul campo dell’Appennino Pistoiese, squadra che lotta nei bassifondi.
Così come continua a perdere i treni che contano la Folgor Marlia, ieri bloccata sul nulla di fatto sul terreno del Querceta, rinfrancata dal cambio di allenatore e che così ha fatto, non si sa quanto intenzionalmente, un grosso favore ai vicini di casa del Seravezza.
L’altra squadra del giorno è il Forte dei Marmi.
Senza un euro, a rischio-sfratto del proprio stadio, con un presidente che annuncia ogni giorno diu lasciare, i nerazzurri continuano a sperare: ieri hanno matato al Necchi Balloni nientemeno che il Castelnuovo di bomber Edo Micchi, e ora sono sempre ultimi, ma almeno a braccetto con l’Appennino di Scintu. E non è poco.
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