Gioco
Madonna alza la voce «La più brutta partita della mia gestione»
«Non ho visto rabbia né lo spirito di una squadra che deve lottare per la salvezza. 38 punti sono pochi, svegliamoci»
ASCOLI. Il buon padre di famiglia stavolta alza la voce. E di brutto. È nero Armando Madonna e vomita subito la sua delusione: «Questa è stata la partita più brutta della mia gestione. Non ho visto cattiveria, non ho visto rabbia, non ho visto lo spirito giusto che deve animare una squadra che lotta per non retrocedere».
Si capisce che Madonna vuole esorcizzare gli alibi. E dopo qualche giro di parole, va dritto al sodo: «Io capisco che abbiamo vissuto qualcosa di drammatico, di tremendo. Però non possiamo fermarci alla tragedia di Morosini. Quello che abbiamo dentro va trasformato in rabbia, in agonismo, in voglia di combattere. Altrimenti si va poco lontano».
Bene i primi 20', poi tanta sofferenza. «Sono d'accordo. Ci eravamo schierati bene, abbiamo avuto anche un paio di buone occasioni, poi siamo come scomparsi. Mi preoccupa il vuoto che c'è stato nel finale di primo tempo e nella ripresa».
Ci sarebbe anche da fare un analisi tattica del match, ma Madonna tocca appena il tasto e poi torna subito a parlare di carattere. E forse ha ragione. «Abbiamo sofferto un po' dal nostro lato sinistro, sapevamo che lì si muoveva Papa Waigo, anche se poi alla resa dei conti non è che l'Ascoli abbia fatto fuoco e fiamme. E comunque per noi c'erano ampi spazi in mezzo al campo, dovevamo sfruttarli meglio. Il problema, lo ripeto, è che dopo il gol di Soncin non ho visto la reazione che mi attendevo».
Una cosa va detta: forse il Livorno sta rendendo meno di quanto vale, ma in questo momento ha anche grossi problemi di organico. Luci fuori, Knezevic fuori, Barone con poca benzina avendo giocato raramente, Siligardi infortunato. Spesso si è costretti a soluzioni tattiche estemporanee, vedi Schiattarella alto, vedi Meola a sinistra. «Purtroppo la mancanza di Luci e Morosini - commenta Madonna - ci costringe a delle scelte quasi obbligate. Il tutto in un momento in cui le partite si susseguono a raffica e non c'è neanche il tempo di far rifiatare un giocatore. E' una situazione non facile, ma uscirne dipende da noi».
Guarda la classifica Madonna, il dito scorre verso la parte bassa. «Di certo a 38 punti non possiamo salvarci...Sappiamo che il calendario non è semplice, però a questo punto l'avversario poco importa. Bisogna andare in campo e lottare, con grinta, con determinazione, con rabbia dentro. Caratteristiche che purtroppo stavolta non ho visto. Ci sono tanti modi per perdere: col Cittadella ad esempio la squadra mi era piaciuta, aveva dato l'anima e non meritava di perdere. Qui invece abbiamo perso meritatamente. No, non ci siamo...».
Quelli dell'Ascoli invece fanno festa. Con noi hanno preso 6 punti. Il tecnico Silva si è preso persino i cori della curva...«forse l'ultimo lo avevo sentito nel 2006, ma non sono sicuro che fosse per me», se la ride l'allenatore dell'Ascoli. E ci crediamo che se la ride: l'Ascoli ha vinto le ultime 4 partite e ormai vede il porto della salvezza. «Stiamo facendo una grande impresa, è un momento in cui tutto gira per il verso giusto. Potrei anche non andare al campo e fare allenare i ragazzi da soli, la macchina ormai viaggia spedita».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
