Sicurezza
«Ci arrivano schiaffi da ogni parte»
La rabbia di Madonna che però crede nei suoi ragazzi: «Sappiamo come reagire e siamo pronti a farlo, a partire da Ascoli»
LIVORNO. «Ci stanno arrivando schiaffi da ogni parte, ma noi sappiamo come reagire e siamo pronti a farlo». Armando Madonna esorcizza le nubi da temporale che da troppi giorni si sono addensate sul cielo amaranto. Avrebbe anche lui da vomitare parole di fuoco dopo la scandalosa squalifica di Luci, ma in questo momento preferisce pensare al campo. E fa bene.
«La squadra anche in questi giorni si è allenata bene, a livello fisico e atletico ci siamo. Purtroppo stanno lasciando il segno delle pesanti disattenzioni che talvolta rovinano quanto di buono costruiamo in 90 minuti. Sono black out dovuti alla mancanza di concentrazione, ed è un difetto che dobbiamo toglierci. Subito. Col Cittadella ad esempio abbiamo regalato un tempo e non va bene: dobbiamo essere sempre in partita, attenti a quello che ci succede intorno. In queste ultime ore abbiamo analizzato insieme gli errori fatti, ora la riprova sarà il campo. Lo spirito che la squadra deve acquistare è quello di una pericolante che lotta per salvarsi: tirare fuori le unghie e lottare su ogni pallone con grinta e determinazione. Se riusciamo ad entrare bene in questa dimensione, potremo fare bene subito».
Già, e la trasferta di Ascoli arriva proprio nel periodo in cui i bianconeri stanno volando: «È una sfida molto importante. L'Ascoli viene da due vittorie pesanti, avranno il morale a mille. Inoltre con le loro punte veloci, come Papa Waigo, sanno metterti sempre in difficoltà».
Dall’altra parte il Livorno ritrova Bardi e Belingheri, perde Knezevic e Luci, mentre Siligardi non recupera. «Purtroppo dobbiamo anche fare i conti con questa situazione. Ho pensato anche a qualcosa di diverso a livello tattico, specialmente a centrocampo. Ma deciderò soltanto in extremis».
Poi uno spiraglio di ottimismo: «In trasferta talvolta ci esprimiamo meglio. Dobbiamo essere "liberi" di testa, stare in partita, consapevoli delle nostre possibilità, come stavamo facendo a Pescara. Dovremo essere meno contratti, frenati e più sbarazzini».
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