La protesta
«Perdere così è stata una grande ingiustizia»
Madonna non digerisce il ko ma elogia i suoi e soprattutto il pubblico: «Davvero favoloso»
LIVORNO. A fine partita l'amarezza di Armando Madonna è tangibile, quasi solida. La direzione di gara di Giancola di Vasto non gli è piaciuta e lui, sempre così misurato in panchina, ha pure rimediato la prima espulsione da quando è alla guida degli amaranto. Sibila: «Non meritavamo di perdere».
Poi si concentra sull'aspetto emotivo di una settimana lunghissima e carica di dolore: «La squadra ha reagito - dice - anche se è normale che abbia pagato sul piano delle energie nervose». Madonna argomenta: «Quando sei carico come eravamo noi, c'è il rischio di strafare. Alla vigilia avevo un solo dubbio relativo al come i ragazzi avrebbero superato i momenti di difficoltà che la partita avrebbe presentato. Anche da questo punto di vista la risposta è stata buona».
Il Livorno negli ultimi giorni si è rialzato dalla tragedia di Morosini, può rialzarsi adesso da una classifica che si è fatta preoccupante: «Adesso dobbiamo tirarci fuori. Abbiamo ancora un piccolo margine sulle dirette concorrenti ed è fondamentale andare subito ad Ascoli a prendere punti».
Armando Madonna, poi si concentra sull'impatto psicologico che il dramma ha prodotto tra i tifosi: «Sono stati meravigliosi. Al di là degli aspetti prettamente calcistici, la cosa che ci rammarica di più è proprio quella di non aver regalato una soddisfazione alla nostra gente che ci ha seguito e ci è stata vicina in un modo così caldo e commovente. Volevamo vincere per Mario e anche per loro. Non ci siamo riusciti e questo ci pesa. Ma domani è un altro giorno. Avremo tempo e modo per reagire». Madonna saluta. La giornata più difficile della sua carriera sta per finire.
Transita Foscarini che confida: «Con Armando capitano del mio Alzano nel novembre del '98 vincemmo qui. E quel giorno capimmo che saremmo andati in serie B».
Altri tempi. Adesso c'è solo un abbraccio affettuoso tra il 'Fosca' e il tecnico amaranto. Poi l'allenatore del “Citta” dà la stura ai suoi pensieri: «Per il Livorno era una partita molto complicata. Ma lo era pure per i miei ragazzi». Messa così pare incredibile. Invece Foscarini è cortese e spiega: «La morte di Piermario ha colpito tutti. Noi dovevamo venire qui a fare risultato, ma inconsciamente i pensieri erano altri. In fase di preparazione ho dovuto lavorare sull'aspetto psicologico. E posso assicurare che non è stato un lavoro semplice, perché di fronte alla morte di un ragazzo di venticinque anni si rimane senza respiro e senza parole».
Il pensiero di Foscarini poi si concentra sulla partita: «Non abbiamo quasi mai perso le coordinate. Siamo andati in sofferenza nella parte finale del primo tempo, ma proprio in quel momento abbiamo trovato il gol del vantaggio. Nella ripresa era normale attendersi la risposta del Livorno, ma il nostro contropiede ha funzionato e in una ripartenza abbiamo trovato il gol vittoria. La salvezza? Abbiamo compiuto un sensibile passo avanti, ma la strada che porta alla permanenza in serie B è ancora lunga perchè dietro tutti hanno iniziato a correre. Non possiamo considerarci al riparo. Il Livorno? Deve superare lo choc, ma ha i mezzi per tirarsi fuori, ne sono sicuro».
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