Toscana
«Ora il dolore deve diventare una carica»
Madonna per la prima volta torna a parlare «I ragazzi non vedevano l’ora di giocare»
LIVORNO. Armando Madonna è un uomo provato. Nel suo volto non c'è spazio per i sorrisi. Soffre. Ma lo fa a testa alta. Con dignità. E dopo i lunghi giorni del silenzio torna a parlare prima di quella che probabilmente è la partita più difficile della storia del Livorno. Lui, bergamasco tosto come lo era Morosini, indica la strada: «Si riparte. Dal nostro lavoro. Dalla partita. Noi giochiamo a calcio e quello dobbiamo fare». Parole asciutte, essenziali. Come nel suo stile.
Gruppo carico. L'uomo di Alzano passa idealmente in rassegna il gruppo: «I giocatori - dice - non vedevano l'ora di tornare in campo. In questi giorni hanno lavorato bene e sono convinto che la squadra è pronta per la partita». Una sfida salvezza molto complicata, soprattutto sul piano psicologico. Madonna lo sa e non si nasconde dietro un dito: «È sempre difficile valutare le emozioni di ciascuno di noi. Ogni persona vive le situazioni a modo suo, ma la squadra c'è. Nessuno mi ha chiesto di non giocare. Anzi. Adesso dobbiamo reagire. Nella vita è fondamentale sapersi rialzare e ripartire qualsiasi cosa accada».
L'avversario. Ai tanti motivi che rendono difficile questa partita si aggiunge il valore del Cittadella, squadra che per molti mesi ha viaggiato nella parte sinistra della classifica: «Non facciamoci ingannare dai loro ultimi risultati non brillanti. Quella di Foscarini è una squadra viva. Davanti hanno molti giocatori che possono metterci in difficoltà. Sono agili, veloci e pericolosi nelle ripartenze. Servirà la massima attenzione».
Reazione. Il Cittadella, certo, ma l'osservato speciale di Madonna è il suo Livorno: «Sarà determinante avere un approccio giusto alla partita. E' chiaro che non dobbiamo esagerare. Avete visto che cosa è successo al Genoa con il Siena? I rossoblù volevano strafare e invece sono finiti al tappeto. Ecco, quello è un errore da non commettere anche perché nel contesto di una partita possono esserci momenti difficili. L'unico dubbio, dopo tutto quello che è successo è legato proprio a come reagirà la squadra nelle fasi di sofferenza. Spero solo che i miei ragazzi riescano a trasformare in qualcosa di positivo tutte le sensazioni dolorose degli ultimi giorni».
Formazione. Madonna prova a fare pretattica, ma ha gli uomini contati: «Belingheri e Siligardi non recuperano anche se stanno migliorando. Barone dall'inizio? Simone sta bene. È pronto. E' una possibilità. Torna a disposizione Piccolo che non avevo dalla trasferta di Nocera Inferiore alla fine di gennaio. Il suo è un ritorno importante. Infine c'è Bardi che ha ancora qualche fastidio alla schiena».
I tifosi. Nel giorno del ricordo di Piermario è lecito attendersi una risposta importante dai livornesi. Madonna non ha dubbi: «Conoscendo il pubblico amaranto penso proprio che ci staranno vicini. Loro sono eccezionali». Il tecnico bergamasco poi si fa serio: «In questi giorni - dice - ho letto tantissime parole. Alcune meravigliose. Commoventi. Toccanti. Adesso è arrivato il momento dei fatti. Purtroppo ciò che è successo domenica a Genova dimostra che le parole vengono portate via dal vento. L'esempio che ha dato Piermario non è stato raccolto. E questo fa molto male».
Il punto sul campionato. Nelle ultime settimane la quota salvezza si è alzata: «Questo - argomenta - non mi meraviglia affatto. Avete visto che rimonta ha fatto l'Ascoli? Senza penalizzazione sarebbe a centro classifica. Significa che quella è una squadra con valori consolidati. Noi dobbiamo fare più punti possibile senza guardare gli altri. E' l'unica via che può portarci in una situazione di tranquillità. Ma intanto affrontiamo la partita con il Cittadella. Al resto penseremo strada facendo».
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