Pasqualino, da giocatore a presidente
La favola di Ermini, dal 1967 al Santabarbara. Sagginale-S. Miniato, che duello
Riserva, titolare, allenatore, magazziniere, dirigente accompagnatore e, infine, presidente. Pasqualino Ermini alla Santabarbara ha fatto davvero di tutto: l'ha vista nascere, nel lontano 1967, cinque anni dopo si è infilato la maglietta giallorossa e da allora non l'ha più lasciata. Quarant'anni e passa con la "Santa" nel cuore. Passione da vendere, tenacia, determinazione. Ecco il condottiero di lungo corso di quella che, da squadretta amatoriale, si è ritrovata a portare la bandiera della città di Agliana in Prima Categoria, sfiorando pure - da matricola - i playoff.
La passione è proprio il marchio di fabbrica che i fondatori hanno voluto imprimere alla società: a partire dal nome, una polveriera sempre pronta a deflagrare: "Era il 4 dicembre del 1967 - racconta Ermini - tra amici al bar Foliana di San Niccolò si decise di fondare una squadra di calcio. E' divertente ripensare alla scelta del nome, a nessuno veniva in mente niente quando una signora suggerì di guardare il calendario e di sceglierlo in base al santo del giorno. Ecco perché la squadra si chiama Santabarbara". Dal campo alla panchina, e quindi l'ingresso in dirigenza. Dieci anni fa, l'investitura per acclamazione: Ermini è l'unico ad esserci sempre stato. "Con l'appoggio determinante della famiglia Giusti", sottolinea.
Fino al 1996 solo tornei Uisp, poi il passaggio in Figc e quest'anno il sorpasso sulla gloriosa Aglianese, scivolata in Seconda Categoria. "Un onore e una grande responsabilità, ma anche fonte dispiacere - commenta -. Fino a qualche anno fa, la domenica mattina giocavamo e al pomeriggio andavamo tutti allo stadio a fare il tifo per l'Aglianese". Un traguardo voluto soprattutto da patron Pasqualino Ermini, capace di catalizzare intorno alla società tifosi, appassionati e sponsor. Il segreto? "La Santa è come una famiglia".
Il Sagginale intanto non perde un colpo e resta al comando, con cinque punti di vantaggio sul San Miniato basso che continua a scatenare il proprio attacco super (51 gol fino ad oggi). Alle spalle c’è il vuoto: la Rontese, terza, dista 16 punti.Giacomo Carobbi
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