La protesta
Nibali, che grinta ma non basta
Va all’attacco poi è tradito dalle gambe nell’ultimo chilometro. La Liegi a Iglinskiy, terzo Gasparotto
LIEGI. Due italiani sul podio della Liegi-Bastogne-Liegi sono un ottimo risultato, ma il coraggio di Vincenzo Nibali e la caparbietà di Emilio Gasparotto non sono bastati a conquistare la vittoria nella “Doyenne”, la decana delle classiche del Nord. A scrivere il proprio nome sull’albo d’oro è Maxim Iglinskiy, corridore kazako ben meno noto del connazionale Aleksandr Vinokourov che da parte sua vanta due successi sul prestigioso traguardo di Liegi. A gioire è anche la sua squadra, l’Astana, per i cui colori corre anche il friulano che una settimana fa si era imposto nella Amstel Gold Race.
Vincenzo Nibali ha fatto di tutto per portare a casa la prestigiosa vittoria e tornare a gustare il sapore del successo dopo l’ultima Tirreno-Adriatico, ma la sua azione scattata sulla salita del Roche aux Faucons è stata bloccata da Iglinskiy a un chilometro dal traguardo. Il kazako ha proseguito di slancio, mentre il corridore della Liquigas non ha trovato la forza di reagire, arrivando staccato di 21” per un secondo posto che comunque gli fa onore e che lo conferma tra gli atleti più in forma della stagione. A 15” dal siciliano è giunto un gruppetto con Gasparotto, che è riuscito ad avere la meglio su Voeckler, Martin e Mollema.
La corsa è stata dura, gli oltre 257 chilometri del percorso sono stati quasi sempre battuti dalla pioggia e i numerosi saliscendi hanno presto fiaccato le gambe dei partecipanti. In quella situazione Nibali ha scelto di andare all’offensiva, guadagnando in breve tempo decine di secondi anche perché nessuno dei protagonisti più attesi ha fatto nulla per inseguirlo. L’unica a reagire con decisione è stata l’Astana, che ha mandato in avanti Iglinskiy e ha conquistato l’intera posta. Damiano Cunego è stato tradito dalla catena sulla Rouche aux Faucons, uno dei passaggi chiave della corsa.
«È davvero un peccato - ha commentato alla fine Nibali - ho condotto un buon attacco e credo di non aver commesso errori, solo ho perso un po’ le gambe nel finale. Quando è arrivato Iglinskiy ho provato a stargli a ruota, ma non ce l’ho fatta». «Certo - ha concluso con un po’ di amarezza - il kazako è un ottimo corridore ma avrei preferito che a battermi fosse stato Gilbert!».
Gasparotto, che torna dalle classiche del Nord con un carniere bello pieno e che non poteva muoversi visto che aveva Iglinskiy davanti, si è detto soddisfatto soprattutto del gioco di squadra dell’Astana, risultato vincente, mentre Iglinskiy ha affermato di essere felice personalmente per la «più bella vittoria in carriera» e di aver fatto anche una buona pubblicità alla squadra e al proprio Paese.
Infine, un ringraziamento a Vinokourov: «Mi ha chiamato per dirmi che se qualcuno avesse attaccato non dovevo spaventarmi - ha detto Iglinskiy -, ma reagire al momento giusto. Così ho fatto e lo ringrazio. Ora cercherò di sdebitarmi facendogli vincere una tappa al Tour».
Ordine di arrivo: 1) Maxim Iglinskiy (Astana) in 6h42’30", media 38,38; 2) Vincenzo Nibali (Liquigas) a 21";3) Enrico Gasparotto (Astana) a 36"; 4) T. Voeckler; 5) D. Martin; 6) B. Mollema ;7) S. Sanchez ; 8) M. Scarponi ;9) R. Hesjedal; 10) J. Vanendert.
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