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BUU RAZZISTI ALL’OLIMPICO, TANTO PER NON CAMBIARE

Lazio spreca il matchball-Champions

Lazio spreca il matchball-Champions

Noia e sbadigli, poi le scintille nel finale: il Lecce pareggia al 91’

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ROMA. Lazio-Lecce, ovvero perchè in Italia c’è sempre meno gente negli stadi. Se alle difficoltà logistiche e burocratiche viene infatti aggiunto uno spettacolo del genere - 80’ di noia prima della girandola dei 12 minuti finali con due reti per l’1-1 conclusivo - si deve dare ragione agli assenti. Il calcio non certo spettacolare in questo campionato è stato una costante della squadra di Edy Reja, ma almeno in altre occasioni è riuscita a capitalizzare al massimo, fino ad arrivare al terzo posto. Ma ieri la Lazio, contro la terzultima in classifica, è stata incapace di mettere a segno il suo primo match-ball in prospettiva Champions (ora ci sarà la sfida con il Novara) e quindi di festeggiare al meglio le 200 panchine in serie A del suo allenatore. Non è così che si conquista un posto nell’Europa che conta, con un Hernanes protagonista in negativo, un Rocchi inconcludente ed un Alfaro quasi ridicolo prima d’infortunarsi. Non merita la Champions neanche la curva nord, esibitasi in cori antisemiti e poi in “buu” verso Cuadrado quando il giocatore di colore del Lecce è stato ammonito. Bello il gesto di Reja, che in quel momento si è rivolto ai tifosi per far morire sul nascere quegli ululati. Quanto al Lecce, non ha certo contribuito a far divertire la gente ma non era quello il suo ruolo ed alla fine, grazie alla prodezza dell’appena entrato Bojinov, è riuscito a portare a casa un punto meritato, che esalta lo scatenato Serse Cosmi (sul pareggio ha esultato facendo l’aeroplanino) e rinvigorisce le speranze di rimanere nella massima serie, visto anche quanto è successo al Genoa.

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