Toscana
La Fiorentina sbatte nel muro
Delude la Strama-Inter, ma Julio Cesar para un rigore di Ljajic e salva il pareggio
FIRENZE. La partita dei rimpianti. Li ha la Fiorentina che malgrado l'emergenza e la classifica ancora a rischio sfodera cuore e orgoglio e addirittura fallisce al 24' della ripresa un rigore con Ljajic che se lo fa parare da Julio Cesar dopo che il portiere aveva atterrato Lazzari. Li ha l'Inter che era arrivata a Firenze perv fare bottino pieno e invece, complici i meriti della squadra viola ma anche e soprattutto una prova deludente, senza idee e ardore, non ha saputo andare oltre lo 0-0, in linea con un'annata che ha regalato più dispiaceri che gioie ai tifosi nerazzurri.
Stramaccioni resta imbattuto (8 punti in 4 gare) ma ancora senza successi in trasferta dove l'Inter nel 2012 ha vinto una sola volta, il 9 marzo scorso, a Verona con il Chievo: anche questo è un dato eloquente. «Rispetto alle prestazioni casalinghe abbiamo fatto un passo indietro, merito della Fiorentina che si è difesa bene, ma non mollo l'inseguimento al terzo posto, ci proveremo finchè la matematica non ci condannerà» ha detto il giovane tecnico nerazzurro che per la trasferta di mercoledì a Udine rischia di non avere né capitan Zanetti, uscito dopo l'intervallo per problemi muscolari, che Chivu uscito a metà ripresa per un guaio al ginocchio destro: entrambi saranno sottoposti ad accertamenti, anche se Zanetti spera di farcela.
«Intanto dico grazie a Julio Cesar, eravamo venuti a Firenze per prendere tre punti, almeno ne portiamo a casa uno». Se Boruc è stato poco o nulla impegnato da un attacco che pure nel 4-2-3-1 schierato da Stramaccioni ha sfoderato Milito prima punta sostenuto da Alvarez, Forlan e Zarate, il portiere brasiliano s'è almeno distinto nell'intervento che ha impedito alla sua squadra di finire meritamente in svantaggio. «Ljajic ha tirato male, però l’inter ha fatto un passo indietro», ha detto senza troppi giri di parole Julio Cesar il quale si è preso gli applausi dei compagni ma è stato l'unico in un'Inter che ad ora non merita certo di andare in Champions, come lui stesso ha ammesso. Eppure si sono rivisti Maicon (dopo un mese di stop) e nella ripresa Snejider (in campo dopo 40 giorni) gettato nella mischia a metà ripresa al posto di un deludente Forlan. Un'Inter che non mai saputo davvero rendersi pericolosa se non nei minuti finali con Zarate (sua l'unica zampata nel primo tempo, finita a lato), Milito e Nagatomo. Niente di trascendentale, però, mentre Stramaccioni stava facendo scaldare Pazzini è dovuto entrare Ranocchia per Chivu con somma rabbia dell'ex attaccante viola che avrebbe scaricato la sua delusione dando un pugno al vetro della panchina.
Ma la rabbia è tanta anche in casa viola: «Avremmo meritato di vincere, purtroppo il calcio è fatto di episodi - ha detto Rossi che ha lasciato fuori per scelta tecnica Montolivo e Gamberini optando per l'ex Kahrja, tra i migliori nonostante l'occasione-gol sprecata in apertura, e Camporese, applaudito come tutti gli altri giovani, da Nastasic che ha sfiorato il gol - certo, se avessimo sempre giocato con questo spirito non saremmo in questa situazione, comunque abbiamo mostrato di avere tutto per salvarci. Ljajic? Ha avuto coraggio, mi ha fatto più arrabbiare quando ha smesso di giocare dopo il rigore. A proposito: Julio Cesar andava espulso e certi fuorigioco fischiati a Cerci erano assai dubbi».
Soddisfatto ma con rammarico Andrea Della Valle che molto s'è arrabbiato, così come il sindaco Renzi, con l'arbitro e certi atteggiamenti di alcuni giocatori interisti durante il match: il patron viola è sceso negli spogliatoi per complimentarsi con i suoi giocatori. «Con questo carattere sono convinto che non ci salveremo all'ultima partita ma prima».
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