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Juve, lo scudetto non è un burlesque Roma affondata

Juve, lo scudetto non è un burlesque Roma affondata

La doppietta di Vidal in quattro minuti spiana la strada l’espulsione di Stekelenburg (eccessiva) completa l’opera

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TORINO. Juventus scatenata e sempre più vicina allo scudetto e Roma che ha perso prima di giocare, per le scelte (discutibili) di Luis Enrique: Totti in panchina, formazione rivoluzionata. Il risultato? Una doppietta di Vidal nei primi otto minuti, quattro alla fine e difesa giallorossa allo sbando, anche con De Rossi indietro. E siccome il destino, leggi arbitraggio, ha voluto infierire, la Roma si è ritrovata poco dopo in dieci per l’espulsione (avventata) di Stekelenburg - la seconda in questa stagione dopo quella nel derby - e il terzo gol di Pirlo sul groppone dopo il rigore respinto da Curci. Marchisio ha poi reso più rotondo il risultato nella ripresa.

Dopo il passo falso del Milan, quindi, la Juve ha risposto mettendo al tappeto a una Roma disastrosa nei primi minuti, conservando la propria imbattibilità (giunta ora a 33 giornate) e inanellando la sesta vittoria consecutiva. Il campionato non è ancora vinto, ma a giudicare dal percorso che aspetta i bianconeri (Cesena, Novara, Lecce, Cagliari e Atalanta) difficilmente la squadra di Conte (+3 sul Milan) mollerà il primato. La Roma ha ancora chance di terzo posto, nonostante questo scivolone: la classifica infatti resta aperta a qualsiasi soluzione.

Conte ha ritoccato la formazione che aveva battuto la Lazio, inserendo De Ceglie (bene) a sinistra e dirottando Pepe in panchina e preferendo Quagliarella a Matri al fianco di Vucinic (un ex) con Borriello e lo stesso Matri in panchina. Luis Enrique, che ha recuperato il febbricitante portiere Stekelenburg (sfortunato sull’espulsione), ha preferito schierare Rosi e De Rossi in difesa e Gago centrale di centrocampo con Perrotta sulla destra e Pjanic trequartista in appoggio a Borini e Osvaldo. Come si vede, una formazione molto diversa da quella ipotizzata alla vigilia: scelte che, specie per quanto riguarda il capitano, provocheranno sicuramente delle polemiche. Inoltre il tanto sbandierato «ultimo duello» fra Del Piero e Totti è rimasto un sogno.

Il gol di Vidal (De Ceglie da sinistra, difesa colta di sorpresa) che dopo quattro minuti scarsi ha freddato Stekelenburg di sinistro, ha condizionato subito la partita. La Roma ha tentato di reagire, ma il raddoppio di Vidal (rasoiata da destra su assist di Vucinic) dopo 8’ ha permesso alla Juve di mettere una seria ipoteca sui tre punti. I giallorossi hanno protestato per un fallo di Quagliarella su De Rossi in occasione del raddoppio. Al 27’ Vidal ha aperto sulla sinistra su Marchisio che si è accentrato, Stekelenburg ha toccato con la gamba sinistra lo juventino: rigore (giusto) ed espulsione (ingiusta: male Bergonzi in questo caso) del portiere: dentro Curci in porta e fuori Borini. Dal dischetto Pirlo si è fatto respingere il tiro (centrale) e poi ha insaccato. Tre a zero e Roma in dieci.

I giallorossi han cercato di riaprire la partita, ma le loro elaborate manovre sono risultate quasi sempre senza sbocco, mentre la Juve ha sfiorato altri gol. Dopo un primo tempo così la ripresa è stata una formalità, il clima quasi amichevole. Nient’altro, a parte uno sputo di Lamela a Lichtsteiner dopo che gli aveva fatto 4-0 con le mani. La squadra di Conte è volata via verso lo scudetto, la Roma affronterà giorni difficili. È la quarta volta che perde di goleada: da Cagliari, Atalanta, Lecce e Juventus ha preso quattro gol. Brutto segno.

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