Il Tirreno

Livorno

Finisce in parità, festa ancora rimandata

di Paolo Falconi fotoservizio Franco Silvi
Finisce in parità, festa ancora rimandata

Il Pontedera deve accontentarsi del 2-2 col Deruta mentre l’Arezzo vince in rimonta: si decide a Viterbo ma senza tifosi

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PONTEDERA. Festa rimandata. Ancora. Il Pontedera è freddato dal Deruta col pareggio sul campo, ma soprattutto è annichilito dalla rimonta finale dell’Arezzo sul campo del Castel Rigone. Si deve attendere il turno infrasettimanale di mercoledì: granata a Viterbo e Arezzo in casa con l’Orvietana. Ma sarà una festa mozza perché i tifosi non potranno seguire la squadra perché vietato dopo gli incidenti - anni fa - tra tifosi nerazzurri pisani e viterbesi. Niente bandiere, quindi. Invece ieri al Mannucci, ce n’erano. Pure il vento faceva festa. E le bandiere garrivano come non mai, sospinte dal respiro ansioso che arrivava dal mare. Dopo il 90’ sono rimaste lì, fedeli testimoni di una festa annunciata e mai sfociata nel delirio sportivo.

Era tutto pronto, a cominciare dalla sfilata delle formazioni giovanili dell'Us Città di Pontedera: Esordienti, Giovanissimi A e B.Allievi B, Allievi regionali, Juniores; e poi delle altre realtà calcistiche comunali (Stella azzurra, Oltrera, La Borra, Bellaria, Pardossi). Fanno scaldare la mani al pubblico già da un'ora prima del fischio d'inizio sulle tribune. Palloncini, bandierine, cappellini e magliette, ovviamente rigorosamente granata. Gli stessi colori che sventolavano dai terrazzi e dalle finestre man mano ci si avvicinava allo stadio Mannucci, col manto “pettinato” a cerchi che, se guardati una metà campo per volta, danno l'impressione di tante C. Già, così si chiamava la categoria superiore, l'ultima volta che il Pontedera l'ha frequentata, 18 anni fa. Ora quel sogno non ancora realizzato l'hanno voluto chiamare Seconda divisione Lega pro, ma la sostanza è uguale: primo gradino del professionisti. Vicino ma non ancora certo.

La sfida col Deruta parte in sordina: al 4' è pericoloso il Pontedera con uno spiovente dalla sinistra di Carfora che Magnani tocca e un difensore del umbro sventa in angolo a due passi dalla porta. Sul successivo corner svetta ancora Magnani ma senza arrivare alla deviazione. La gara è molto tattica, i rispettivi centrocampo frenano ogni iniziativa significativa. Ma la doccia fredda arriva al 10' con Thomas Ventanni che firma il suo terzo centro stagionale: un tiro dal limite, forse modulato dal vento lascia immobile il portiere Bibba controsole e s’infila sotto la traversa senza neppure scuotere la rete. Pubblico altrettanto gelato. Un paio di minuti dopo il colombiano Cubillos spedisce un palmo sopra la traversa con un colpo di testa. E' la reazione granata a un Deruta che sembra lo specchio fedele dell'andata, quando mise in difficoltà il Pontedera che dopo un quarto d'ora era sul 3-0 sul campo umbro ma finì col fiato sul collo 3-2.

I ragazzi di Masi (squalificato, in panchina c’era Ribechini) però non ce la fanno a riprendere le redini . Il brivido numero due per il popolo granata è al 22', sempre sulla fascia sinistra dell'attacco umbro. Un errore di Pellegrini in disimpegno lancia Bartoccini che tira dal lato corto dell'area un pallone che sbatte contro la base del palo, s'inarca e torna in campo. Un attimo dopo è ancora Magnani a cercare il pari con un bel rasoterra che trova pronto Franzese.

Nolè è steso al limite (27'), Carfora ne fa una delle sue e pareggia con un imprendibile tiro “alla Pirlo”. Gli spalti del Mannucci tornano a respirare dopo il decimo sigillo del capitano. Cubillos semina il panico al 40’, serve Magnani a centroarea che di testa spedisce di poco fuori. Dalle radioline arriva la momentanea serenità: a fine primo tutto il girone è a secco di gol, ma quel che più interessa è che l'Arezzo, sulle sponde del Lago Trasimeno, col Castel Rigone è sullo 0-0.

Nell'intervallo sindaco Millozzi e assessore Franconi si sgranchiscono le gambe alzandosi dalla poltroncina: lo sguardo è disteso come quello “dell'uomo forte” granata Luciano Barachini, del figlio Marco e del presidente Tiziano Orsini, in rigoroso completo grigio dal quale s'intravede una sfolgorante maglietta granata.

L'inizio ripresa è pontederese: con un corner di Carfora si crea una mischia sulla linea di porta umbra ma nessuno ha il tocco vincente per mettere in cassaforte partita e campionato. I granata continuano nel forcing, il Deruta è sparito dal campo e sulla punizione (quasi calcio d'angolo) il solito Carfora sfiora il palo destro: il popolo granata s'infervora, batte le mani e ritma gra-na-ta, gra-na-ta. Dalla parte degli ultras rullano i tamburi che le folate di vento “disperdono” sui terreni di golena d'Arno. Si spalancano le porte dei prof: Magnani in mezza rovesciata fa secco di destro Franzese al 10' finalizzando un meraviglioso assist dalla destra del nuovo entrato Ettorre. Nello stesso istante l'Arezzo va sotto col Castel Rigone. È fatta? No, perché il Deruta (in zona pericolosa in graduatoria) erige un muraglione e gioca di rimessa. Il Pontedera sornione sembra aver aggiustato le misure come un sarto di alta moda. Ma è un vestito che va bene anche ai 1.500 tifosi del Mannucci: non il pienone, ma l'equivalente di almeno tre partite “normali”.

Al 19' ancora Ventanni scalda le mani a Bibba da 40 metri e un paio di minuti dopo c'è un gol annullato: Magnani è freddo a mettere a terra il portiere azzurro, la palla va a Nolè che segna maè in fuorigioco. Al 29' Regnicoli sfiora il palo sinistro su punzione da 35 metri. Al 33' il solito Regnicoli, libero intorno al dischetto, pareggia raccogliendo una punizione dalla tre-quarti di Alunno. L'Arezzo continua a perdere, poi pareggia, allo scadere trionfa. Al Mannucci, Arrighini scende sulla sinistra, Carfora manca il tapin e Cubillos spara fuori un “quasi” gol.

Delusione del cuore granata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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