Gioco
Carrarese solo pari, occasione perduta
Salvezza praticamente raggiunta mentre per i playoff resta accesa la speranza legata alla matematica
CARRARA. Un’altra occasione perduta per riagganciare il treno dei playoff:lo stadio dei Marmi, fino a un mese e mezzo fa off-limits per gli avversari, con la squadra azzurra un po’ stanca e forse con la testa altrove - prima le dimissioni del direttore generale, ora le trattative infinite con gli imprenditori locali e l’apparizione di una nuova cordata - è diventato un campo “comodo”. E così, nelle ultime quattro gare, tre pareggi e una sconfitta.
Lo 0-0 giusto con la Feralpi Salò, squadra motivata perché in lotta per evitare i playout, ma decisamente alla portata di una Carrarese più affamata, è lo specchio del momento un po’ così della formazione e della società: ritmo basso a parte alcuni sprazzi, poco pubblico - il minimo stagionale - e tanti rimpianti. Nel girone di ritorno, la Carrarese in trasferta ha raccolto solo un punto (a Spezia) e cinque sconfitte, mentre in casa dopo la partenza sprint, si è fermata sul più bello, con i due pareggi di fila contro Piacenza e Prato (in cui ha pesato la rete annullata a Merini), poi la sconfitta con il Lanciano, e ora appunto lo 0-0 in tono dimesso.
Nonostante questo, teoricamente i playoff sarebbero ancora alla portata, a tre punti (Cremonese e Barletta), ma è evidente che servirebbe uno scatto nelle gare esterne ad oggi impronosticabile: in quattro giorni ci sono due gare proibitive in casa del Sudtirol e a Barletta, entrambe decisamente più vicine agli spareggi (rispettivamente 43 e 44 punti), per poi chiudere con il Pergocrema.
Resta il rammarico per qualche partita di troppo non chiusa, l’ultima con il Piacenza, ma ancora prima a Prato, a Salò, in casa con il Sudtirol.
Peccato, ora resta da onorare al meglio il finale di stagione e crederci fino in fondo, anche perché la salvezza è di fatto matematica (Feralpi e Andria sono a sette punti ma domenica si sfidano nello scontro diretto, e con entrambe la Carrarese è in vantaggio in caso di eventuale arrivo a pari punti).
Certamente, in questo rush finale la situazione squalifiche e infortuni ha un po’ penalizzato la Carrarese: ieri out Orlandi e Corrent, Pacciardi e Giovinco solo in panchina, centrocampo poco muscolare con Taddei e Conti in mezzo, il talentuoso Russotto e l’evanescente Russotto sugli esterni; davanti Cori e un Gaeta in ombra, difesa abbastanza di garanzia, anche se al 6’ è Nocchi a doverci mettere una pezza su Castagnetti. La Carrarese prova a sfruttare la giornata di vena di Russotto, l’ex Livorno al 9’ è abbattuto in area dopo un ottimo slalom, per l’arbitro tutto regolare. Il gioco ristagna soprattutto a centrocampo, pochi spunti, Piccini al 25’ prova il destro, alto di poco, Bracaletti per i bresciani colpisce la traversa al 44’.
Nella ripresa l’avvio è slow, Sottili rilancia Pacciardi per Russotto, e con il 4-3-1-2 la squadra è più equilibrata e valorizza Russotto; l’occasionissima per Defendi nasce da un paio di rimpalli favorevoli, poi è la Carrarese a cercare e sfiorare il vantaggio, per due volte con Cori, che al 25’ tarda a tirare e al 34’ conclude ma fuori di poco.
Nella seconda parte della ripresa la Carrarese gioca bene, anche Merini al posto di Gaeta dà maggiore profondità alla squadra.
Rimane netta l’impressione che questo gruppo avrebbe avuto la possibilità con un po’ di esperienza in più nei momenti topici di conquistare quei tre-quattro punti in più necessari a lottare davvero fino in fondo per i playoff. Ad oggi, la speranza è solo legata alla matematica ed è comunque un dovere provarci.
Massimo Braglia
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
