Il Tirreno

Livorno

Il Livorno prova a guardare avanti

di Fabrizio Pucci
Il Livorno prova a guardare avanti

Da stamani gli amaranto tornano ad allenarsi per la sfida di martedì col Cittadella. Con “Moro” a tifare dal cielo

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LIVORNO. Tutti insieme. Per il 'Moro'. Con il 'Moro'. Sì, perché il distacco dal centrocampista bergamasco è solo fisico. Lui non sarà più là in mezzo a rincorrere gli avversari, a sradicare palloni, a impostare. Ma resterà sempre con noi e con questa squadra a cui ha lasciato un testamento morale, un esempio che i suoi compagni seguiranno a partire da questa mattina quando si ritroveranno per preparare la sfida con il Cittadella in programma martedì alle 18.

Porte chiuse. La società opportunamente ha isolato il gruppo che fino a nuovo ordine si allenerà a porte chiuse. I nostri ragazzi proveranno all'interno dello spogliatoio a trasformare il dolore e la rabbia per una morte assurda e ingiusta, in carica agonistica da riversare sul campo nel'ultimo segmento della stagione. In questo percorso saranno accompagnati da Armando Madonna che, come un padre di famiglia, deve indicare la strada. Insieme all'uomo di Alzano ci sarà la tifoseria, ricompattata dalla tragedia di sabato scorso: un ragazzo di 25 anni ha perso la vita per la maglia amaranto. E' il pensiero ricorrente tra gli sportivi che martedì saranno un tutt'uno con chi scenderà sul terreno dell'Ardenza.

Occhio al 'Citta'. Ad attendere il Livorno al ritorno in campo dieci giorni dopo lo choc di Pescara ci saranno i granata di Foscarini, un successo nelle ultime sette giornate e un moto uniformemente accelerato verso il basso. Si tratta di un vero e proprio scontro diretto. Sul piano delle motivazioni non ci sono dubbi. Gli amaranto ne hanno milioni. Tuttavia ci sarà da fare attenzione al collettivo dei veneti: un meccanismo oliato e quasi perfetto che li ha mantenuti nella parte sinistra della classifica per molti mesi. Il Cittadella, insomma, non è un avversario di prim'ordine, ma di certo una squadra scorbutica che fa della velocità la sua arma migliore. Servirà la massima attenzione.

Il punto. A Pescara, prima del dramma di Morosini si era infortunato Belingheri. Un guaio di matura muscolare che costrinse il ragazzo di Lovere ad alzare bandiera bianca e a chiedere il cambio. Al suo posto entrò Filkor che sarà titolare contro il Cittadella. Maglia da titolare assicurata anche per Simone Barone, chiamato nel finale di stagione a dare il suo contributo dopo essere rimasto in naftalina per molti mesi. Il campione del mondo può essere la chiave di volta nello scacchiere amaranto. E’ un giocatore esperto e in campo, in un momento psicologicamente complicato, il gruppo ha bisogno della sua guida. Simone, tra l'altro, nei giorni della tragedia ha rappresentato tutti i compagni di squadra. Insomma: il leader c'è, ora arriva il suo momento. Ad avercene di giocatori e uomini così in squadra!

Gli altri. Rimangono da valutare le condizioni di Bardi e Siligardi. Il portierino non giocò a Pescara per il riacutizzarsi del mal di schiena. Siligardi non fu neanche convocato per un risentimento muscolare agli adduttori. In questi dieci giorni, nonostante le lacrime versate e le energie nervose bruciate, i due hanno lavorato per recuperare e potrebbero essere della partita martedì pomeriggio. Madonna scioglierà le riserve in estremis.

Il 'Moro' c'è. L'onda emotiva per la 'partenza' di Piermario (fra i tifosi presenti giovedì a Bergamo per l’ultimo saluto c’era anche Andrea Gambis, il popolare “Dieci lire”, che ora abita vicino a Pavia ma non si perde mai una partita quando il Livorno gioca al nord) fa sentire i suoi effetti. Stefano Ceselli, titolare del supermercato Simply di via del Vigna, sponsor del Livorno, dove a fine marzo Morosini, con Luci, Vono e Belingheri presenziò a un'iniziativa della società, ha affisso una composizione fotografica con la frase toccante: 'solo nove presenze, una eterna nella memoria amaranto'.

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