Gioco
Pistoia non vuol smettere di sognare
Dopo la penalizzazione di 2 punti la formazione di Moretti batte Veroli e resta in quota playoff. Ok Galanda e i baby
PISTOIA. Più forte della penalizzazione arrivata a guastare il pranzo della vigilia di una gara delicatissima, più forte della sfortuna che dopo 8 minuti l'ha privata del capitano, riducendo ancora una volta a gli effettivi a sei, la Tesi Group supera se stessa e stende la regina delle deluse di Legadue. Una Prima Veroli arrivata a Pistoia in ripresa (5 vittorie nelle ultime 6 gare), con il recupero di Elder ad arricchire una squadra costruita con il doppio dei soldi dei biancorossi (che si permette di far giocare pochi minuti a giocatori come Gatto e Colussi), rimasta letteralmente inerme davanti al carattere infinito della Tesi Group. Dopo la ventiseiesima battaglia, molte delle quali giocate con il roster all'osso, Pistoia trova le riserve di grinta e dopo il riposo dà una severa lezione a Veroli che pensa troppo a specchiarsi e non picchia là dove il dente biancorosso duole (sottocanestro). Così i reduci di Moretti, trascinati da un super Bobby Jones, si sono ripresi quella quota 32 strappata da una penalizzazione assurda se commisurata all'errore che pur Pistoia ha fatto (ritardo del pagamento di 6.800 alla Giba), rimontando sul podio della Legadue da dove non scende da 22 giornate. L'inizio è difficile per i biancorossi che a 2' dalla prima sirena vedono Toppo uscire zoppicante per una mala caduta da rimbalzo (sospetto stiramento e 15 giorni di stop per il capitano). Fin lì era stato lui insieme a Jones a tener a galla la squadra di fronte alla potenza a rimbalzo di Brkic e Lee. Il contraccolpo psicologico è durissimo, Pistoia si ritrova sotto (11-17 all'8') in un amen, mentre la sua punta di diamante (Hardy) non riesce a trovare il canestro. Dwight si sblocca solo alla prima sirena ma va al riposo con soli 8 punti all'attivo. A far respirare la Tesi Group ci pensa nel secondo quarto il 3/3 del neo entrato Tavernari e l'ossigeno dato dal giovanissimo Della Torre che ben spalleggia Galanda sotto le plance. Veroli però sembra avere qualcosa in più, soprattutto a rimbalzo dove Pistoia regala kg e cm (58- 54 al 20'). La sterzata alla gara da parte dei padroni di casa arriva a metà del terzo tempino quando Jones con un 5-0 di parziale riporta alle costole degli avversari dopo il primo vero allungo ciociaro (39- 45 con la tripla di Giovacchini). Gurini, con una spalla superfasciata, si avventa su ogni pallone, salta su rimbalzi impossibili e ribalta la situazione (54- 49) portando l'inerzia nella mani di casa. Quando Hardy e Saccaggi capiscono come bucare la difesa avversaria, Veroli di colpo perde le certezze (58- 54 al 30'). Quando anche Gek si sblocca al tiro e condisce la sua solita lezione di basket in diretta con un parziale di 4-0 (62-56 al 32'), Veroli sembra già un pugile a terra che aspetta solo che l'arbitro fischi la fine. Solo Elder prova a contrastare il monologo dei biancorossi che con le scorribande dei suoi folletti, toccano la doppia cifra di vantaggio (66-56 a 33'30”). Nonostante il tabellino falli non possa che allarmare (Jones e Galanda ne hanno 4 ben prima della sirena), Pistoia consolida il vantaggio con la solita saracinesca difensiva da ultimo tempino . Veroli sparacchia da tre (0/7 nei 10' finali) e rimbalza sul muro biancorosso, concedendo contropiedi veloci che mandano a nozze Saccaggi e Hardy. Roba da sbucciarsi le mani, da stropicciarsi ancora una volta gli occhi. Emozionato è il presidentissimo Maltinti che a fine gara irrompe in sala stampa dicendo: “Un gruppo così lì ho avuto solo a fine anni '80”, chiaro riferimento all'Olimpia che conquistò la prima storica promozione in A2 con Daviddi, Fabris, Giorgi. Quella che con olio di gomito e grinta fece scoccare la scintilla vera tra il basket e questa città che oggi non vuole e non deve smettere di sognare.
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