Gioco
L’ultima trovata del diabolico dottor Brawn
Tre anni dopo, oplà: Ross Brawn ha tirato fuori l’ennesimo coniglio dal cappello. Dopo il fondo scalinato che trasformò la Honda-paracarro nella Brawn Gp vincitrice a sorpresa (con Jenson Button) del...
Tre anni dopo, oplà: Ross Brawn ha tirato fuori l’ennesimo coniglio dal cappello. Dopo il fondo scalinato che trasformò la Honda-paracarro nella Brawn Gp vincitrice a sorpresa (con Jenson Button) del Mondiale 2009, ecco che arriva l’ala posteriore che convoglia l’aria anche su quella anteriore, stabilizzando la vettura e facendo in un certo modo quello che non possono più fare gli scarichi, che prima soffiavano sul fondo piatto creando in sostanza deportanza: proprio questo, in sostanza, ha permesso al bravo Rosberg di vincere in Cina cambiando meno gomme degli altri.
La diavoleria dell’ingegnere di Manchester ha reso competitiva una vettura, la Mercedes (ex Brawn Gp, dopo che Ross ha venduto la factory inglese alla casa di Stoccarda), che altrimenti non riusciva ad emergere. E il nuovo sistema aerodinamico spiega anche il ritardo con cui è stata presentata la vettura: semplicemente per non farsi copiare dagli altri, che infatti avevano subito notato gli strani fori sul musetto della F1 argentata. Contro la genialata di Brawn si sono già scatenati gli altri team, che hanno scritto ricorsi in serie, ma la Fia di Jean Todt, che di Brawn fu sodale ai tempi della Ferrari trionfante, li ha finora respinti.
Rischiamo quindi di dover assistere, dopo i monologhi Red Bull, ad un nuovo monologo Mercedes, per l’appunto sullo stile Brawn Gp del 2009? E’ presto per dirlo, visto che nelle gare precedenti la Mercedes non aveva brillato, ma il sorriso di Schumacher dal muretto mentre Nico stava vincendo, parlava fin troppo: uno che ha perso una gara o comunque un podio per un bullone dovrebbe essere nero, e invece Michael sembrava pregustare già le gare future...
Fra gli altri motivi del Gp di Cina, oltre all’ennesima prova di consistenza di Button e la combattività di Hamilton, c’è da segnalare il fatto che la Ferrari, sull’asciutto, non ha potuto replicare il miracolo di Sepang. Alonso ha lottato come un leone e ha rischiato di arrivare ai piedi del podio, vedendo la sua rincorsa bloccata da un’escursione sullo sporco nel generoso tentativo di superare Hamilton, ma alla fine si è visto che sul dritto la F2012 prendeva paga fin dalla Williams, pur spinta dall’economico motore Ford Cosworth. E così, forse il nono posto con 2 relativi punticini sono la giusta dimensione di questa macchina che, a questo punto si può dire, è nata davvero male.
Infine due parole sulla Red Bull. La squadra di Chris Horner ha reagito al patatrac di Sepang, quando il muretto sbagliò tutto o quasi, ma la pista ha consegnato due verdetti: le “lattine volanti” di quest’anno sono lontane parenti di quelle che lo scorso anno annichilirono tutti, e Seba Vettel sta dimostrando i suoi limiti. Il baby campione tedesco lo ha dimostrato quando si è ritrovato a podio ma è stato spellato vivo sia da Hamilton che da Webber, che quest’anno con una macchina che non è più sui binari, si sta prendendo le sue brave rivincite interne.
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