Gioco
Madonna chiede normalità «Non dovremo aspettarli»
Il mister invoca la massima concentrazione soprattutto dietro: «Dobbiamo giocare a modo nostro, senza farsi rinchiudere dagli assalti del Pescara»
PESCARA. Inutile fare catenaccio. Anche perché il Livorno prima o poi un golletto lo prende. Succede sempre così dal 15 ottobre, sei mesi esatti. Era la decima di andata, e gli amaranto dopo aver dominato il primo tempo perdono con la Reggina in casa (0-2). E’ l’inizio di un calvario che ormai – purtroppo – è diventato abitudine. Se vogliono vincere Luci e compagni devono sempre segnare almeno due reti. Armando Madonna lo sa e si adegua: «Conosciamo bene le caratteristiche del Pescara – dice il tecnico di Alzano Lombardo - loro attaccano con molti uomini e noi dovremo fare molta attenzione alla fase difensiva. Comunque non li aspetteremo. Dovremo stare corti, compatti, attenti alle posizioni e pronti a ripartire su ogni azione, cercando di non farli giocare sempre nella nostra metà campo. Il Livorno ha bisogno di fare punti per la salvezza e quindi dovremo lottare su ogni pallone, pronti a tutto».
Partita difficile, quasi una mission impossible contro una squadra arrabbiata, che ha perso le ultime tre partite consecutive ma punta con decisione alla serie A. Promozione e salvezza si incrociano sulla ruota di Pescara. «Loro - continua Madonna prima di salire ieri mattina sul pullman che ha portato la comitiva amaranto in Abruzzo - hanno un’organizzazione di gioco molto ben congegnata, Zeman è un grande tecnico che riesce a tirare fuori tutto il meglio dai suoi giocatori. Se sono in giornata positiva sono veramente pericolosi, micidiali».
Sulla preparazione del match contro l’attacco atomico della serie B il mister puntualizza alcune cose: «Ci siamo allenati molto su ogni situazione di gioco, anche rivedendo più volte le partite del Pescara al videotape. Mi sono soffermato in particolare su due filmati, lavorando per tutta la settimana sulla fase di attacco e su quella di difesa, sulle palle inattive e anche sulla teoria».
Mille dettagli che possono indirizzare la sfida, soprattutto perché il Livorno - al di là degli uomini che scendono in campo - non ha una difesa a tenuta stagna, e anche i due gol quasi in fotocopia incassati dal Padova rappresentano un campanello di allarme. «Ma noi – precisa Madonna – non cambieremo modo di giocare, la squadra ha un suo equilibrio. Anche col Padova abbiamo creato molto e riusciamo sempre a segnare un gol. Il problema da risolvere è l’attenzione dietro, commettiamo delle ingenuità che puntualmente i nostri avversari puniscono. E al Livorno costano care in termin i di punti e di autostima».
La tegola Siligardi non ci voleva, ma meglio non rischiare di perderlo per il bollente finale di campionato. «Vero - sospira Madonna - ma sarà di nuovo disponibile Bigazzi, mentre per Piccolo dovremo riparlarne sabato prossimo col Cittadella oppure nella trasferta di Ascoli». Inutile piangere, insomma, meglio rimboccarsi le maniche e combattere.
Ultima cosa, il futuro di Armando Madonna dopo le ultime esternazioni di Aldo Spiunelli. La risposta è liscia come un tavolo da biliardo: «Rispetto sempre e ascolto parole e critiche del mio presidente. Il mio obiettivo è arrivare alla salvezza: poi parleremo anchge del futuro».
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