Gioco
Lucarelli studia da allenatore, ma non scarica la Carrarese
CARRARA. «Pronto a restare in azzurro». Parole di Maurizio Lucarelli, che insieme al figlio Cristiano è dentro il pacchetto azionario della Carrarese. Anche senza Nelso Ricci, due settimane fa...
CARRARA. «Pronto a restare in azzurro». Parole di Maurizio Lucarelli, che insieme al figlio Cristiano è dentro il pacchetto azionario della Carrarese. Anche senza Nelso Ricci, due settimane fa passato allo Spezia in qualità di direttore sportivo. «Lo sappiamo – risponde Lucarelli padre – che io, Cristiano e l’imprenditore navale Tomasos avevamo Ricci come punto di riferimento. Lo stesso Nelso ha chiamato mio figlio per spiegare le sue motivazioni: da un lato ci ha scaricato, dall’altro non ha però tutti i torti. Comunque ormai è andata, ringraziamolo per quello che ha fatto, spesso ha assorbito i problemi come una spugna, ma è un professionista e di fronte all’ultimatum di Volpi, presidente dello Spezia, ha accettato. Fa parte del calcio, fa scalpore ma sono cose che succedono. Detto questo ribadisco che, per quanto mi riguarda, io e Tomasos non creeremo alcun problema o ostacolo a chi subentrerà al timone della Carrarese. Posso ribadire che la situazione contabile è chiara: ci sono 700mila euro risalenti alla precedente proprietà. Noi siamo entrati dicendo che avremmo coperto la gestione sportiva e infatti gli ultimi due anni sono in pareggio. La nostra parte l’abbiamo fatta, devo dire però che per quanto mi riguarda non mi dispiacerebbe rimanere nel consiglio della Carrarese. Magari con una piccola quota. Questo naturalmente se il gruppo che subentrerà al timone lo riterrà utile».
Cristiano invece pensa a fare l’allenatore. «Inizierà la prossima stagione guidando la Primavera del Parma – conferma il padre Maurizio – e intanto sta prendendo il patentino per allenare fino alla LegaPro e a seguire dovrebbe frequentare il supercorso di Coverciano. Ripeto, a me e a lui non dispiacerebbe restare legati alla maglia azzurra, ormai ho fatto un po’ di esperienza. Per come la vedo io la Carrarese deve costruire la squadra puntando sui giovani migliori inseriti in un telaio esperto. Purtroppo il terribile incidente di mio nipote mi ha tenuto lontano (la domenica spesso vado a trovarlo a Volterra), ma i nuovi soci potranno contare su me e su Cristiano».
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