Il Tirreno

Livorno

Madonna salvo, ma a Pescara sarà dura

di Fabrizio Pucci
Madonna salvo, ma a Pescara sarà dura

L’allenatore «perdonato» da Spinelli , contro Zeman servirà un Livorno solido. Soldani, il mito compie 90 anni

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LIVORNO. Due anni fa la Pasquetta fu fatale a Serse Cosmi. Il pareggio ottenuto nel giorno di Sabato Santo non gli servì a salvare la panchina: il tecnico umbro fu esonerato e al capezzale amaranto fu richiamato Ruotolo. Mossa inutile. Il Livorno retrocesse in serie B.

Bolla di sapone. 24 mesi dopo la storia ha rischiato di ripetersi. Sconfitta interna con il Padova. Qualche demerito, tanta sfortuna, ma soprattutto, secondo il presidente Spinelli, il peccato originale di non aver schierato Jurgen Prutsch, il centrocampista austriaco da sedici presenze in due anni e mezzo. Fatto sta che per una sera Armando Madonna è finito sulla graticola. Gli animi, però, si erano distesi già nel giorno di Pasqua e il Lunedì dell'Angelo non ha portato nessuna novità in casa amaranto e tutto si è risolto secondo logica. Oggi alle tre del pomeriggio l'uomo di Alzano sarà regolarmente al suo posto di combattimento in vista della durissima trasferta di Pescara.

Immobile e i tre nani. Zemanlandia è un luogo fantastico, habitat naturale per chi sulla carta d'identità alla voce professione ha scritto attaccante. Il tecnico boemo è un talebano del 4-3-3 e le sue punte con lui vanno a nozze. Il più insidioso è Ciro Immobile, fisico da corrazziere e una collezione di 23 sigilli stagionali in bacheca. E' l'ariete tra tante cavallette perché gli altri tre attaccanti sono lillipuziani. Sansovini, il più alto, misura 171 cm. Caprari quattro in meno. Insigne non arriva al metro e sessantaquattro. Eppure questi piccoletti fanno male. Eccome se fanno male. Insigne, al debutto in B è già a quota 11 reti, mentre Sansovini è a 13 per un totale complessivo di 47, sei in più di quelli messi a segno da tutto il Livorno. Sono in ribasso le azioni di Sansovini. Nella ultime 20 giornate ha segnato solo quattro gol e così ha finito per perdere il posto. La scorsa settimana a Varese è stato sostituito dal primo minuto da Caprari che, immancabilmente, ha timbrato il cartellino. Reparto prolifico, ma anche giovane: Immobile ha 22 anni, Insigne 21 e Caprari appena 19. Le loro caratteristiche sono indigeste a una difesa che subisce gol ogni volta dal 15 ottobre. Fortuna che a Zemanlandia la fase difensiva è un optional e la coppia Dionisi-Paulinho può spaccare in due la partita.

Auguri 'mito'. Nel giorno di Pasquetta ha tagliato il traguardo dei novant'anni Eto Soldani, terzino del Livorno che nel 1942/43 sfiorò lo scudetto, bruciato al fotofinish dal grande Torino di Valentino Mazzola all'ultima giornata. Soldani, difensore prestante e roccioso, fu utilizzato solo nella seconda parte del campionato perché condizionato dal servizio di leva, ma il suo rendimento fu eccezionale, pari a quello di tutti i suoi compagni di squadra che non è retorico né esagerato definire eroi, perché oltre alle squadre sul campo sfidarono con coraggio l'avversario più infame: la guerra. Il popolare Eto giocò nel Livorno fino al 1948 collezionando 117 presenze e, appunto, lo scudetto morale. In un momento così difficile sul piano del legame tra tifosi e squadra ci piacerebbe vedere Soldani con la sua schiena ancora dritta nelle scuole a ricordare quella manipolo di giocatori indimenticabili perché una generazione che ignora la storia non ha passato né futuro.

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