Gioco
Primavera, 180 minuti per scrivere la storia Cei: «Ora diamo tutto»
LIVORNO. «E’ evidente che a questo punto è subentrato anche un obiettivo di classifica. La finalità principale di chi lavora con una formazione Primavera è ovviamente quella di far crescere il gruppo...
LIVORNO. «E’ evidente che a questo punto è subentrato anche un obiettivo di classifica. La finalità principale di chi lavora con una formazione Primavera è ovviamente quella di far crescere il gruppo nel suo insieme e i singoli nelle loro individualità, e questo principio resta inviolabile. Ma non posso negare che in questo momento la spinta verso la qualificazione alle finali nazionali è molto forte in tutto lo spogliatoio».
Davide Cei non ha bisogno di nascondersi dietro toni eccessivamente diplomatici; il suo Livorno, a due giornate dalla fine del campionato, si batte nella zona più alta, e tutti ormai hanno cominciato a fare i calcoli: quanti punti servono per tenersi il quarto posto, quali sono le concorrenti più temibili, chi è favorito e chi è sfavorito dal calendario. Una situazione inedita per una squadra che nelle ultime stagioni ha sempre convissuto con la zona medio-bassa della graduatoria: «Arrivare alle finali nazionali sarebbe un risultato importante per la società, per gli addetti ai lavori, per tutta la città. Ma soprattutto per questi ragazzi. Ho sempre ben chiaro che ce la stiamo giocando contro squadre di grande tradizione e mezzi superiori ai nostri: anche per questo ciò che sta accadendo è eccezionale. Mercoledì scorso abbiamo battuto di nuovo la Fiorentina, una squadra tra le più attrezzate in Italia, piena di elementi che hanno già assaggiato la serie A. Non voglio certo eccedere, ma credo che sia stata un’impresa memorabile. A questo punto è giusto provare a vivere fino in fondo questo piccolo sogno».
Le ultime due gare proporranno agli amaranto il Siena in casa e il Genoa in trasferta: «Sarà un bel rush finale. E’ del resto la più adeguata conclusione di un girone che si è rivelato molto equilibrato. In questa stagione il livello anagrafico dei giocatori è stato del resto più omogeneo rispetto al passato, abbiamo potuto confrontarci quasi sempre con avversari di pari età. Sono sempre state sfide aperte: ad esempio noi abbiamo vinto due volte con il Torino, che ci precede, e perso due volte con l’Empoli, che ci segue. Ora si tratta indubbiamente di battere il Siena, che viaggia tra le ultime, e poi di giocarci il match decisivo in casa del Genoa, che invece ha solo due punti in meno e potrebbe arrivare a questo ultimo scontro diretto con la prospettiva di scavalcarci».
Quindici giorni storici per il settore giovanile amaranto, che si conferma nei fatti fucina di talenti: «La squadra ha avuto una forte crescita nello scorso autunno, ma sono sicuro che per molti di questi ragazzi ci sono ulteriori margini di miglioramento. Oggi è difficile dire quale possa essere il futuro di ciascuno di loro, ma credo che ci siano le basi per intraprendere percorsi importanti. E’ anche questo il senso del rapporto con la prima squadra, con cui il canale di scambio è stato costante negli ultimi tempi: da una parte Filippo Moscati è ormai parte della rosa di mister Madonna, dall’altra Matteo Lignani è stato aggregato diverse volte al nostro gruppo, così come è successo anche per Remedi».
Ora è il momento di cogliere l’attimo. In una stagione che per il Livorno Calcio si sta rivelando più sofferta del previsto, una piccola gioia potrebbe arrivare proprio da questi ragazzi.
Recuperi: Fiorentina-Sampdoria 1-1; Juventus-Torino 0-1.
Classifica: Juventus 49, Fiorentina 44, Torino 43, Livorno 39, Genoa e Sampdoria 37, Empoli 36, Parma 33, Novara 31, Cagliari 29, Sassuolo 27, Siena 20, Modena 18, Grosseto 11. Juventus e Novara una partita in meno.
Alessio Traversi
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