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Livorno

amaranto»VERSO LIVORNO-PADOVA

di Alessandro Bernini
amaranto»VERSO LIVORNO-PADOVA

LIVORNO. Chi si rivede. E molti diranno anche “finalmente”. Dopo quasi cinque mesi vissuti su un prato di naftalina, ecco rispuntare la sagoma di Simone Barone. Venerdì contro il Padova ci sarà...

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LIVORNO. Chi si rivede. E molti diranno anche “finalmente”. Dopo quasi cinque mesi vissuti su un prato di naftalina, ecco rispuntare la sagoma di Simone Barone. Venerdì contro il Padova ci sarà sicuramente spazio per lui, bisogna solo capire se dall’inizio (nell’ipotesi che Dionisi non recuperi) oppure strada facendo.

Di lui in pratica si erano perse notizie dalla sciagurata trasferta di Modena, forse la peggiore partita esterna del Livorno. Quel giorno Barone giocò male, al pari degli altri 13 compagni scesi in campo, ma lui finì in cima alla lista dei “puniti”. Il presidente Spinelli non gradì affatto la sua prestazione, lo disse chiaramente a Novellino (che già traballava) e da allora di Simone Barone si sono in pratica perse le tracce, con apparizioni sempre più sporadiche.

Si è rivisto sabato, uno scorcio di partita a Gubbio, un bel tiro da fuori area, l’abbraccio insieme ai compagni dopo la rete di Bernacci, il sorriso ritrovato a fine partita. Piccoli segnali ma importanti. Perché Simone Barone in questo periodo ha tenuto duro senza mai alzare la voce, senza una parola fuori posto, cercando anzi di stare vicino ad Armando Madonna col quale aveva anche giocato insieme. E nello spogliatoio la sua è una figura riconosciuta e stimata.

Insomma “l’uomo” Barone c’è sempre stato. E questo è giusto che gli sia riconosciuto, comunque vada. Il suo contratto scade a giugno, esiste una clausola secondo la quale il Livorno ha diritto di esercitare l’opzione per il rinnovo (a cifre basse) entro il 30 aprile. Ma in questo momento parlare di programmazione nel Livorno è a dir poco complicato visto che Spinelli ancora non vuole sentir parlare di futuro. Tant’è che sono in scadenza pure i contratti dei tre dirigenti Signorelli, Gardini e Perotti, oltre a quello di Madonna.

Molto dipenderà dal finale di questa stagione. È chiaro che con una salvezza si può ripartire con un cielo più sereno, mentre una caduta in Prima Divisione porterebbe dei nuvoloni terrificanti: considerate che c’è già un monte-stipendi per il prossimo anno (legato a contratti non in scadenza) che si aggira attorno ai 6 milioni. E con questa spesa, in Prima Divisione, c’è da farsi il segno della croce. Ragione in più per restare compatti e lottare insieme. Proprio come ha fatto Simone Barone.

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