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Libertas, un passo da gigante salvezza subito o ai playout?

Libertas, un passo da gigante salvezza subito o ai playout?

LIVORNO. Con la vittoria di domenica su Carrara, più che mai dedicata a Pippo Fava (questa volta ci sono state anche le magliette d’incoraggiamento e il commovente coro finale), la Libertas ha...

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LIVORNO. Con la vittoria di domenica su Carrara, più che mai dedicata a Pippo Fava (questa volta ci sono state anche le magliette d’incoraggiamento e il commovente coro finale), la Libertas ha compiuto un importante passo avanti in direzione salvezza. Niente di ancora definito, perché è mancato il dolcetto del ribaltamento del passivo dell’andata, un piccolo peccato di superficialità che poteva essere evitato, ma ora gli apuani sono quattro punti sotto a tre giornate dalla fine e almeno la retrocessione diretta dovrebbe essere scongiurata.

Di più, grazie alle contemporanee sconfitte di San Vincenzo e Cus Siena ora gli uomini di Pardini hanno gli uni e gli altri a soli due punti di distanza. Specialmente con i senesi la situazione è favorevole, in virtù del 2-0 nel doppio confronto: basterebbe ottenere una vittoria in più degli universitari per agganciarli in classifica e tirarsi fuori dai guai. Insomma, anche la salvezza senza playout è ora qualcosa più che una chimera. Contro Carrara, frenesia finale a parte, la squadra è piaciuta soprattutto sotto il profilo dell’intensità e della voglia: incassata senza troppi danni la grandinata di triple ospiti nella prima metà gara, la Libertas ha comandato sempre dall’intervallo lungo in poi, a volte, anzi spesso, con vantaggi che hanno fatto sperare che s’arrivasse al saldo attivo rispetto alla gara dell’andata (-11) il che non è avvenuto per qualche leggerezza propria ma anche, giusto dirlo, per la caparbietà della squadra di Luca Martini che, oggi come oggi, non merita la posizione di classifica che occupa.

Difficile stilare graduatorie di merito, degne di nota però le incursioni del “timido” Artioli, le triple di Bargelli, la presenza in area sia di Venditti che di Bianchi, l’insostituibile concretezza di Maffei e anche il contributo importante dell’ultimo arrivato Lombardi. Discorso a parte per Vicenzini. Come sempre premiato dalle cifre finali, il capitano è addirittura eroico quando riemerge da due diversi infortuni nella stessa partita finendola col turbante di garza in testa prima di correre all’ospedale per farsi ricucire un taglio nemmeno piccolo. La sua insostituibilità e la sua leadership non verrebbero però scalfite se la smania di fare il bene della squadra non lo portassero, in momenti importanti, a qualche eccesso di presenza. Non è obbligatorio che ogni azione debba per forza passare dalle sue mani e anche qualche minuto a riposare sul legno, almeno quando c’è la testa sanguinante, non può fare che bene.

Francesco Parducci

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