Il Don Bosco torna a galla e chiede quattro miracoli
Dopo lo stop in casa con Castelfiorentino il colpo di Empoli apre scenari diversi: il calendario è proibitivo ma i rossoblù hanno voglia di sfidare l’impossibile
LIVORNO. Vince fuori e perde in casa. Compromette la stagione e la riapre quando meno te lo aspetti, cogliendo il secondo blitz consecutivo lontano dal PalaMacchia nel giro di due settimane. Impresa che alla vigilia nessuno avrebbe messo in preventivo, soprattutto dopo lo stop interno patito contro La Falegnami Castelfiorentino. E invece il Don Bosco ha sorpreso tutti, violando il difficile parquet della Computer Gross Empoli (74-77 il punteggio finale) al termine di un match vietato ai deboli di cuore e ricco di pause da una parte e dell’altra.
Ha sorpreso, ma non troppo, anche Andrea Da Prato, il tecnico che da circa un mese ha raccolto il testimone da Riccardo Tedeschi, nella speranza di evitare la roulette di playout. Missione impossibile? Forse quindici giorni fa, ma non certo adesso al cospetto dei risultati emersi dalla trentesima giornata del campionato di Divisione Nazionale B (girone A): il passo falso della Coopsette Castelnovo, infatti, rappresenta un’autentica iniezione di fiducia in vista del rush finale, al pari della sconfitta interna dell’Elettromeccanica Cecina per mano della Dinamica Generale Mirandola. Peccato per il successo a sorpresa della Vivigas Costa Volpino (sul parquet di Firenze), che comunque è rimasta ancorata al terz’ultimo posto in virtù del doppio scontro diretto a favore di Saponi e compagni.
Detto questo, nei dintorni di via Allende c’è piena consapevolezza che ci sarà da soffrire fino alla fine, anche alla luce di un calendario cosparso di ostacoli e di sfide proibitive, vedi l’impegno casalingo contro la capolista Royal Castellenza (palla a due al PalaMacchia domenica 15 aprile alle ore 18) e la successiva trasferta di Bologna sponda Fortitudo. Ma attenzione all’incoscienza di un Don Bosco che in quel di Empoli ha dimostrato per l’ennesima volta carattere e grinta da vendere, oltre al talento offensivo griffato Luca Bernardi (finalmente decisivo con 23 punti) e Luca Piccini (21), il tiratore scelto dello starting five a disposizione di Da Prato.
Uscendo dalla panchina si è ben destreggiato pure il capitano, Leo Niccolai, valore aggiunto da un paio di mesi a questa parte e senza dubbio rivelazione del torneo, complice il doppio salto dalla C Regionale alla Divisione Nazionale B (per dirla con le vecchie sigle da C2 a B2). Passaggio a vuoto, invece, per Checco Modica (soli 6 punti per lui), ottimamente bloccato dalla difesa empolese, ma già con il mirino proiettato sulla Royal Castellanza. Che sia l’occasione giusta per battere la capolista e poi andare a Bologna a caccia della terza gioia esterna consecutiva?
Intanto arriva la pausa di Pasqua, durante la quale Andrea Da Prato cercherà di tenere caldo il motore rossoblù in vista delle ultime quattro giornate. Le prime due in ordine di tempo, come detto, sono micidiali (la capolista in fuga prima, la seconda in classifica dopo), quindi ci sarà la sfida in casa contro Torino e l’ultima di regular season a Firenze contro la penultima in graduatoria. Il Don Bosco ci ha abituato a tutto. Ora deve superarsi.
Una strada per Cacco. Continua la raccolta di firme per la petizione da inoltrare al sindaco Cosimi affinché voglia intitolare una strada a Gianfranco Benvenuti, il maestro del basket livornese recentemente scomparso. Gli interessati possono rivolgersi alla sede del Don Bosco presso il PalaMacchia (via Allende).
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
