Gioco
Amaranto, sarà un venerdì di passione
Tutti in campo con la mente già al Padova. Bigazzi torna in gruppo, Dionisi non ancora ma si spera che recuperi
TIRRENIA. Nel giorno di Paulinho, festeggiato per il tuo titolo di re dei bomber in LegaPro come riportiamo sotto, la squadra ha iniziato la marcia di avvicinamento alla delicata sfida interna con il Padova. La sconfitta interna dei biancoscudati con il Crotone e il contemporaneo successo della Sampdoria con la Nocerina, ha messo i veneti nella condizione di dover vincere a tutti costi in casa nostra. Il tecnico Dal Canto è in bilico. La squadra è con lui, la società un po’ meno. Insomma, sarà un venerdì santo di passione, come da tradizione. Ma il Livorno, corroborato dal successo di Gubbio non può e non deve aver paura di una squadra costruita con un budget decisamente superiore.
L’allenamento. Ieri la truppa ha lavorato per gran parte del pomeriggio in palestra. Oltre mezz’ora trascorsa a sudare tra pesi e bilanceri. Poi tutti in campo. Madonna ha sperimentato gli schemi da opporre al Padova. Poche indicazioni sulla formazione, visto che l’uomo di Alzano ha mischiato le carte. Tutti in campo appassionatamente compresi Luci e Belingheri che il 6 aprile non saranno della partita perché squalificati. Allenamento differenziato per Piccolo e Pieri. Neanche Dionisi si è unito ai compagni, ma lo staff medico farà di tutto per rimetterlo perfettamente in sesto e renderlo disponibile nella partita contro la squadra che lo ha corteggiato a lungo nel mercato di gennaio. Buone notizie, invece provengono da Bigazzi. Il ragazzo di Cecina ieri è tornato in gruppo. Sta benissimo anche Bardi che già sabato a Gubbio era sceso in campo al top della condizione dopo una settimana difficile.
Assenze e alternative. Contro il Padova, come detto, non ci saranno Luci e Belingheri. Due forfait pesanti non solo per la qualità dei due giocatori, ma anche perché si tratta di assenze concentrate nello stesso reparto e che costringeranno Madonna a cercare soluzioni in grado di tamponare questa doppia falla. Data per scontata la riconferma del pacchetto arretrato, in mezzo si profila un centrocampo formato da Morosini, Filkor e Schiattarella con Siligardi (inamovibile) a far da guastatore tra le linee partendo immancabilmente da destra. L’auspicio è che Dionisi riesca e recuperare disegnare il 4-3-1-2 che nelle ultime settimane ha fatto impennare il rendimento amaranto.
Bernacci sorride e scherza. C’è l’atmosfera lieve del pericolo scampato. Questa settimana sembra essere nata sotto una buona stella perché dopo un risultato positivo anche le fatiche in allenamento non pesano più di tanto. Sul piano psicologico il peggio sembra essere passato. Purtroppo adesso c’è da fare i conti con un calendario infame. Per questo diventa fondamentale che venerdì allo stadio la tifoseria dia il meglio sé dimostrando senso di appartenenza e unità di intenti. Proprio come accaduto due sabati fa con il Modena. Inutile sottolinearlo: la salvezza passa dall’Ardenza dove serve un clima arroventato.
Dente avvelenato. Tra l’altro con il Padova c’è un conto in sospeso. I playoff sfuggiti l’anno scorso per un soffio per via della sconfitta 2-3 all’Euganeo sono una ferita non ancora rimarginata. Senza contare l’eccesso di sportività del Livorno che nella partita di andata accettò di rinviare la gara per via di una nevicata che aveva reso impraticabile il tratto appennico della A1, ma non il terreno di gioco dell’Ardenza. Nel recupero i veneti pareggiarono 3-3 con due gol nel finale. Un risultato determinante per la mancata qualificazione ai playoff degli amaranto.
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