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Livorno non premia e la base si arrabbia

Livorno non premia e la base si arrabbia

Passa la norma federale ma spunta un documento: il comitato regionale sapeva e non ha interpellato le società

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LIVORNO. Tanto tuonò che... non piovve. Ma il sereno è solo apparente alla Rotonda di Ardenza. Il sole scalda le ossa e fa salire la rabbia. Le società toscane di ciclismo che fanno attività giovanile restano sul piede di guerra contro la Federazione nazionale, anche se ieri a Livorno non c’è stata la protesta attesa e ventilata. In scena i Giovanissimi, un plotoncino di 130 partecipanti, impegnati nel Trofeo Olimpio Bizzi - Memorial Sergio Morelli. La manifestazione scivola via senza problemi. I ragazzini fanno le loro gare divisi per fascia d’eta, dai G1 (7 anni) ai G6 (12). Si gira dentro la Rotonda, in riva al mare. Tanta passione, i genitori che fanno il tifo a bordo strada, gli sprint. Tutto come previsto. Molto diversa, invece, la cerimonia delle premiazioni: niente classifiche individuali, podi aboliti, medaglietta per tutti i partecipanti e coppa (o trofeo)solo alle prime cinque società.

Carla Ciantelli, presidentessa del Gs Montenero, società organizzatrice, si è adeguata alla decisione arrivata da Roma e non ha sposato le proteste come quelle della Milleluci e del Pedale Toscano Ponticino (premiazioni alla vecchia maniera, in barba al diktat federale) per un motivo molto semplice: «Serviva una rivolta generale, di tutte le realtà toscane, dei vari comitati provinciali. Io ero d’accordo anche a rinviare questa manifestazione, ma bisognava essere compatti. Invece ognuno è andato per conto proprio e questo non mi va. Con tutto ciò, la nuova regola non mi piace e se saremo chiamati a una protesta collettiva non ci tireremo indietro».

Intanto è saltato fuori un documento federale protocollato 5 luglio 2011 inviato da Roma a tutti i comitati regionali, nel corso del quale si chiedeva un parere su alcuni temi importanti per i Giovanissimi, tra i quali “l’obbligatorietà della premiazione delle società rendendo facoltativa la premiazione individuale”. Ovvero, Firenze sapeva ma non ha interpellato la base che nel comunicato del 3 febbraio di quest’anno si è trovata di fronte al fatto compiuto. E lì è scoppiata la rivolta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web