Il Tirreno

Livorno

La via crucis viola non finisce più

La via crucis viola non finisce più

Fiorentina umiliata dal Chievo. Rabbia dei tifosi, Rossi resta. Jovetic: «Senza personalità»

3 MINUTI DI LETTURA





FIRENZE. Dopo la disfatta con la Juve, anche quella contro il Chievo. Non con le stesse proporzioni ma sicuramente con lo stesso effetto deflagrante per la Fiorentina che adesso, semmai qualcuno avesse ancora qualche dubbio, è davvero in caduta libera, allo sbando, sull'orlo del baratro anche se Delio Rossi, al contrario del predecessore, resta al suo posto. Dopo la Lazio, il Napoli, la Juve espugna il Franchi anche la formazione veneta che con questo successo può dirsi praticamente in salvo. Al contrario dei viola che infilzati a tre minuti dalla fine da Rigoni, a segno anche all'andata quando l'allora ko risultò fatale a Mihajlovic, adesso vedono davvero balenarsi lo spettro della serie B: vero che il Lecce, terz'ultimo, non è riuscito ad andare oltre lo 0-0 interno con il Cesena e resta a 5 punti ma a 8 gare dalla fine e con un calendario che mette i brividi (la prossima trasferta sarà col Milan contro cui mancherà Montolivo, futuro rossonero, squalificato, poi ci sarà il Palermo in casa, la Roma fuori e l'Inter al Franchi il 22 aprile) c'è poco di che stare tranquilli.

Soprattutto però a preoccupare è la stessa Fiorentina che è senza capo né coda, non ha anima né ardore, non arriva quasi mai al tiro e paga carissimo gli errori marchiani che fa in difesa, come con Natali (retropassaggio sbagliato) sul primo gol del Chievo siglato da Pellissier e con Pasqual nel finale di gara quando ne ha approfittato Paloschi per imbeccare Rigoni. Nel mezzo, al cospetto di un avversario ordinato e grintoso seppur in emergenza, la rete del momentaneo pari siglata da Ljiajc entrato al posto dell'acciaccato Amauri dopo le recenti numerose esclusioni (1° sigillo stagionale per il serbo), un paio di falli da rigore invocati dalla Fiorentina attraverso Rossi e la società su Amauri nel primo tempo e Gamberini nella ripresa sull'1-1 («Per molto meno a Parma dettero il penalty» sottolineano nel clan viola) e naturalmente l'atteggiamento di uno stadio fin da subito ostile oltreché semivuoto. A inizio gara in curva Fiesole è apparso lo striscione 'In silenzio per non dimenticare' nel ricordo appunto dell'umiliazione patita con la Juve, nell'intervallo sono partiti i primi cori contro i giocatori, poi il sostegno e l'incitamento nella ripresa e quindi, dopo l'ennesimo tonfo, qualche slogan contro i Della Valle (il patron Andrea era assente, era nelle Marche dopo la recente scomparsa del padre) ma soprattutto contro Montolivo e compagni. Qualche decina a fine gara ha continuato a contestare fuori dallo stadio ma tutto ben presto si è dissolto, come se la gente stessa si fosse stancata pure di protestare.

Il tecnico viola («La partita è sotto gli occhi di tutti. Abbiamo preso due gol strani, perdendo altrettanti palloni che erano in possesso della nostra retroguardia. E' un periodo difficile ma dobbiamo stringerci tutti attorno alla squadra») ha poi chiesto alla società di incontrare una delegazione di tifosi per chiedere sostegno e tregua fino alla fine della stagione, tutti assieme per cercare di salvarsi. Un incontro che dovrebbe svolgersi in settimana mentre il presidente del consiglio comunale e membro del Cda viola Eugenio Giani propone di mandare la squadra in ritiro permanente. «Capiamo la delusione della gente, pure noi siamo delusi e dispiaciuti. Non riusciamo a fare quanto facciamo in allenamento - sospira Jovetic - e veniamo insultati. Ci manca personalità, però continuo a credere in questa Fiorentina. Il mio futuro? Ora pensiamo solo a rialzare la testa, parleremo a fine campionato, non sono solo io a decidere, c'è anche la società». Nel frattempo prova a consolare la Fiorentina Mimmo Di Carlo pur tenendosi giustamente stretti i tre preziosissimi punti: «Analogie tra la 'mia Sampdoria che l'anno scorso retrocesse e la squadra viola? Non ce ne sono, noi pagammo le cessioni di gennaio e l'infortunio di Pozzi. La Fiorentina ha qualità e ne uscirà fuori».

Brunella Ciullini

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca